Un articolo dell’Unità di Filippo Di Giacomo sostiene che un cristiano che insulta Maometto insulta la Chiesa. Il sincretismo è una risposta sbagliata: Giovanni XXIII diceva che “bisogna amare l’errante, ma condannare l’errore”
Andrea Sartori (Insegnante)

Nel sito della Comunità degli Stimmatini di Sezano è presente un articolo di Filippo Di Giacomo apparso sull’ Unità il 10 novembre 2009 in cui si sostiene che un cristiano che insulta Maometto insulta la sua Chiesa. Questo è in realtà sincretismo. Si possono amare i musulmani ma, allo stesso tempo, prendere le distanze dall’islam come religione: come diceva Giovanni XXIII, si deve “amare l’errante, ma condannare l’errore”. L’articolo di Filippo Di Giacomo è reperibile all’indirizzo http://stimmatinisezano1.blogspot.com/2009/11/se-il-cristiano-insulta-maometto-di.html . In esso il giornalista dell’ Unità sostiene che “il cristiano che insulta Maometto bestemmia, dunque, soprattutto contro la propria Chiesa”. Di Giacomo basa la sua affermazione sul fatto che circa cento versetti coranici menzionano Gesù Cristo. Anzi “in 25 versetti viene menzionato Gesù Cristo, in 11 il Messia, 34 cantano – letteralmente  l’immacolata concezione della Vergine Maria, in 12 viene confermata la verità del Vangelo e in 14 la presenza e i rapporti con i nazareni, cioé i cristiani”.

L’analisi è un pochino superficiale, e rischia di portare al sincretismo. Sicuramente Gesù e Maria sono venerati nell’islam, e anche in una maniera a volte sorprendentemente simile a quella cristiana. Anche secondo l’ islam sicuramente Gesù è nato da una Vergine di nome Maria. Anche secondo l’islam Gesù e Maria (ma non Maometto, cui Allah rimproverò esplicitamente di aver voltato le spalle ad un povero cieco cfr. sura  80 “S’accigliò”) sono esenti dal peccato originale. Secondo un hadirh “Ogni uomo è stato toccato dal dito di Satana tranne Gesù e Sua Madre”. E’ vero che il racconto della Natività di Gesù narrato nella sura dedicata a Maria è molto simile a quello del Vangelo di Luca. Per questo è una sciocchezza pensare che il presepe offenda i musulmani. Ma vi sono anche profonde differenze che vanno sottolineate, sia di ordine teologico che di ordine etico. Innanzitutto per i musulmani la Trinità e il Dogma dell’Incarnazione sono una pericolosa deviazione politeistica. Il Corano in più punti rigetta la Trinità. E se Gesù è stato concepito da Maria Vergine, tuttavia non è “Figlio” ma “Spirito” di Dio. Il solo termine “Figlio di Dio” suona come una bestemmia all’orecchio musulmano. Addirittura considerare Gesù come un’incarnazione di Dio è un qualcosa da respingere con forza. Allah è lontano, non scende sulla terra, né si è preso figli. Il Corano è molto chiaro su questo punto, e in molti versetti in cui è nominato Gesù viene sottolineato il fatto che Gesù stesso avrebbe respinto questa Sua divinizzazione. Poi il Corano rifiuta la Crocifissione: “e per aver detto ‘Abbiamo ucciso il Cristo, Gesù Figlio di Maria, Messaggero di Dio, mentre né lo uccisero né lo crocifissero, bensì qualcuno fu reso ai loro occhi simile a Lui” (Sura 4, v.157). In tal modo l’islam nega il dramma della Morte e Resurrezione di Gesù Cristo, minando il cuore stesso del messaggio cristiano. Senza la Croce non c’è la Redenzione. Maometto non riusciva a comprendere lo scandalo della Croce “follia per i Giudei e stoltezza per i Greci” per dirla con San Paolo. Il Vangelo è citato nel Corano, assieme alla Torah e ai Salmi, come un testo sacro. Ma secondo il Corano le attuali versioni di questi testi sono versioni falsificate da ebrei e cristiani, che avrebbero alterato il messaggio dei profeti, il quale sarebbe eguale a quello di Maometto (che infatti nel Corano non è presentato come un innovatore ma come un restauratore). E il messaggio coranico, che sarebbe l’unico autentico, soppianterebbe quindi tutti i testi sacri precedentemente rivelati e poi falsificati. Attenzione questo è un punto importante: accettare la missione profetica di Maometto da parte di un cristiano significa divenire musulmano. Significa lasciare la Chiesa. Per un cristiano l’ultimo profeta è Giovanni Battista, Poi viene Gesù, che è ben più di un profeta: è il Salvatore dell’Umanità. Per un musulmano Gesù è un profeta, e riveste il ruolo che il Battista riveste nei Vangeli: quello di precursore, stavolta dell’ultimo e definitivo profeta, Maometto. Se un cristiano accetta Maometto come profetadiventa musulmano. E’ come pretendere da un ebreo di accettare la messianicità di Gesù: una volta che la accetta non è più ebreo, ma cristiano.

E’ un discorso oggettivo, che non entra nella bontà o meno di una fede: si può anche apprezzare Maometto, da parte di un cristiano. Ma se si accetta Maometto come profeta non si è più cristiani. Si cita il documento Nostra Aetate, ma ci si dimentica di dire che la Chiesa riconosce “frammenti di verità” nelle altre religioni. Qualora le roconoscesse come “vere” smetterebbe automaticamente di essere Chiesa. Lo stessp Giovanni Paolo II, che pure ha sempre mostrato un grande rispetto per i musulmani, nel suo libro-intervista con Vittorio Messori Varcare le soglie della speranza ha rimarcato come l’islam riduca e considerevolmente il ruolo di Gesù, e come non conosca il dramma della Redenzione. Poi c’è un discorso etico, che è anche più importante di quello di fede. Le questioni teologiche sono una cosa cui o credi o non credi. Il discorso etico è molto complesso, ed è riassumibile nella celebre formula di Blaise Pascal “Maometto uccise, Gesù Cristo ordinò ai suoi di lasciarsi uccidere”. Eticamente vi è una cesura tra la vita di Gesù e quella di Maometto che balza subito agli occhi: Maometto proclamò guerre e si rese colpevole di massacri, come quello dei banu Qurayza. Lodò in moschea un uomo che aveva ucciso Asma bint Marwan, poetessa medinese sgradita al Profeta di Allah. Dopo la battaglia di Khaybar fece torturare con un ferro rovente Kinana, il capotribù, per farsi rivelare dove si nascondeva un tesoro.

Nella vita di Gesù Cristo non si troverà mai il minimo cenno di violenza. Anzi, la voce di Gesù si alzò per condannare ogni violenza. Gesù Cristo si rifiutò di farsi difendere da Pietro quando i soldati del sinedrio, guidati da Giuda, erano venuti a catturarlo nel Gethsemane. Se i cristiani hanno commesso violenze durante la loro Storia, non è stato certo per l’esempio del Fondatore. Quindi gli esempi di vita di Gesù e Maometto restano agli antipodi. Addirittura figure religiose teologicamente più lontane da Cristo, come il Budhha, Gli sono ericamente molto più vicine. Su questo bisogna essere ben chiari. Ma questo non significa amare meno le persone. Oramai si è giunti al paradosso per cui coi musulmani come persone si può andare d’accordo solo se si abdica completamente dalle propie convinzioni religiose. Questo è un grave errore. Giovanni XXIII diceva che bisogna amare l’errante, ma condannare l’errore. I musulmani sono innanzitutto esseri umani. Gesù Cristo ha chiaramente detto in più punti che tutti gli uomini vanno amati. Che vanno amati anche i nemici. Quindi è proprio come cristiani che bisogna amare anche i musulmani. Madre Teresa non ha mai chiesto il certificato di battesimo ai suoi malati. Allo stesso tempo Madre Teresa non ha mai nascosto la sua fede cristiana ai suoi lebbrosi induisti, sikh o musulmani. Bisogna mettere fine a questo errore. Palesare la propria fede non è una mancanza di rispetto verso l’altro. Anche sottolineare i punti nei quali non si è d’accordo non è una mancanza di rispetto. Non significa imporre a qualcuno qualcosa in cui l’altro non crede. Se non si ha il coraggio delle proprie convinzioni si è deboli. Allo stesso modo uno dei cardini della fede cristiana è proprio l’amore verso l’altro indipendentemente dalla fede.

Un cristiano non offende la Chiesa prendendo le distanze da Maometto: vi sono molti motivi etici e teologici per cui è sacrosanto che un cristiano prenda le distanze da Maometto. Un cristiano offende la propria Chiesa se maltratta una persona solo perché è musulmana (o di qualsiasi fede non cristiana), o si rifiuta di aiutare dei poveri solo perché musulmani. Perché Gesù Cristo ha dato la vita per ogni uomo. Quindi è doveroso distinguere tra la dimensione religiosa e quella umana. Se rispettare l’islam vuol dire accettare la riduzione delle donne a schiave, la cosa è cristianamente e umanamente inaccettabile. Perché significa rispettare di più delle tradizioni he degli esseri umani. E Gesù ci ha insegnato a rispettare innanzitutto le persone, prima ancora delle tradizioni religiose, e lo dimostrò impedendo la “legale” lapidazione di un’adultera.