Jean Daniélou invita i teologi ad annunciare Gesù Cristo

di Antonio Gaspari

ROMA, domenica, 12 aprile 2009 (ZENIT.org).- Nonostante i tanti libri e film che cercano di banalizzare l’evento cristiano, la storia di Gesù, che diceva di essere il Figlio di Dio ed è stato crocifisso a Gerusalemme, gode di un fascino sempre crescente.

Seppure esistono prove sempre più evidenti di quanto fu rivoluzionaria la presenza di Gesù, tanti romanzi, film e volumi scritti da atei negano la storicità dei Vangeli, descrivono il Cristo come un cospiratore politico, o come un mago, accusano gli apostoli di essere invasati che hanno avuto visioni apparenti, raccontano di cospirazioni per nascondere oscuri disegni.

In questo contesto, la casa editrice Cantagalli di Siena ha appena pubblicato il saggio “La Risurrezione”, scritto dal Cardinale e teologo francese Jean Daniélou (133 pagine, 10,90 Euro).

Il gesuita Daniélou, vissuto tra il 1905 e il 1974, è stato un pioniere nello studio dei Padri della Chiesa. Studiò a fondo il rapporto tra fede e cultura moderna e svolse intense ricerche sulle pietre giudaiche, elleniche e latine, per conoscere intensamente la storia e le verità cristiane.

Nell’introduzione al saggio, Andrea Tornielli, vaticanista de “il Giornale”, ha scritto che queste pagine del Cardinale Daniélou dedicate alla Risurrezione di Gesù e al racconto evangelico che descrive l’avvenimento su cui si fonda il cristianesimo “sono di grandissima attualità”.

Questo perché, anche oggi, sono ancora molti che guardano con sospetto le testimonianze dei primi testimoni della Risurrezione.

Il porporato francese ripercorre con razionalità e logica gli eventi successivi alla morte di Gesù, come raccontati dai Vangeli; analizza i dubbi della Maddalena, la corsa al sepolcro di Pietro e Giovanni, l’incredulità di Tommaso.

Nel saggio, affronta tutti i dubbi e i misteri di questo evento straordinario. Il mistero viene analizzato con raziocinio, conoscenza e saggezza.

Il gesuita francese è stato un grande intellettuale. Già redattore della prestigiosa rivista “Études“, ha ricoperto la cattedra di Origini Cristiane all’Istituto Cattolico di Parigi, e due anni prima di morire era diventato membro della prestigiosissima “Académie Française“.

Secondo il Cardinale Daniélou, “la Risurrezione è l’esaltazione dell’umanità, al di sopra di se stessa, nel mondo inaccessibile di Dio”, è “la buona novella per eccellenza, il prestigioso destino cui l’amore del Padre ha chiamato l’umanità”.

“La Risurrezione di Cristo – ha scritto il professore francese – è la primizia della nostra risurrezione. Insieme con Cristo, una parte della nostra umanità è già esaltata nel profondo di Dio”.

Il saggio intende mostrare con semplicità ed efficacia che la Risurrezione, l’evento decisivo da cui è nato e si è diffuso il cristianesimo, è un fatto storicamente avvenuto, raccontato e testimoniato da persona a persona fino ai nostri giorni.

A questo proposito, nell’ultimo articolo pubblicato su “L’Osservatore Romano” prima di morire il porporato francese scrisse: “Quel che chiediamo ai teologi non è di annunciare le loro idee, ma di annunciare Gesù Cristo”.