di Genevieve Pollock

HYATTSVILLE, venerdì, 12 febbraio 2010 (ZENIT.org).- Il giorno di San Valentino si avvicina, e molti uomini si apprestano a preparare quello che sembra un esame generale annuale dello stato delle loro relazioni.

Si chiedono: “Quest’anno vorrà qualcosa di materiale, come diamanti o rose, o piuttosto un’uscita di sera?”, “Mi ha lanciato dei suggerimenti che non ho colto?”, “E se pensassi di sapere quello che vuole e poi lei mi dice qualcosa che mi coglie impreparato?”.

ZENIT ha chiesto a Rebecca Ryskind Teti, moglie e madre, di rivelare quello che le donne vogliono davvero il 14 febbraio. La Teti collabora come editor a Faith & Family Magazine e scrive articoli nella sezione In Good Company della Catholic News Agency.

Cura anche il blog www.faithandfamilylive.com, e ha chiesto alle sue lettrici, donne di ogni Paese, i progetti e le speranze che hanno per questa domenica.

“I regali aiutano”, ha dichiarato collegandosi al bombardamento di annunci televisivi che danno l’impressione che tutte le donne il 14 febbraio vogliano diamanti e telefoni cellulari.

“Gli annunci esagerano per vendere prodotti concreti, ma nella misura in cui un regalo è una dimostrazione di qualcosa di più profondo – amore, affetto o riconoscenza – è ovviamente molto gradito”.

“Le cose materiali non hanno il potere di renderci felici, ma fanno sì che la nostra routine quotidiana sia un po’ più dolce. Non viviamo di solo pane, ma anche grazie al pane”.

La maggior parte delle donne che ha interpellato, riferisce, “dice di aspettarsi piaceri semplici: un biglietto, un po’ di cioccolata, forse un’unica rosa. Alcune aspettano un’opportunità per mettersi un po’ in ghingheri e uscire, altre si aspettano una tranquilla serata casalinga”.

“Il desiderio sembra essere quello di spezzare la routine dei compiti e dei doveri per poter godere un po’ della compagnia dell’altro”.

La vera bellezza

La Teti ha quindi richiamato la “Teologia del Corpo” di Giovanni Paolo II, sottolineando che grazie a questa la Chiesa “comprende più profondamente che mai il senso della definizione della Genesi ‘maschio e femmina li creò’”.

“L’uomo e la donna insieme presentano all’umanità un’immagine di Dio. La vocazione della donna è rivelare la bellezza di Dio al modo”, ha spiegato.

La donna, osserva, “è fatta per essere bella”. “L’enfasi della nostra cultura sulla bellezza fisica non è sbagliata, ma poco profonda, e spesso mal indirizzata”.

“Il modo più profondo in cui una donna è bella è quando rivela agli altri la propria bontà, indicando l’amore che Dio ha per loro. E’ questo il ‘genio femminile’: rivelare la bontà della persona umana, e quindi la bellezza di Dio”.

Secondo la Teti, “quello che Madre Teresa di Calcutta ha fatto per i poveri ogni donna può farlo nel suo ambiente, e sicuramente ogni madre lo fa in casa per il marito e i figli”.

“E’ il più felice e soddisfacente ‘lavoro’ delle donne, ma ogni donna ha il bisogno emotivo di sentire che la sua bellezza è apprezzata”.

Per questo, “una delle cose migliori che un uomo può fare per sua moglie è darle una piccola garanzia del fatto che è ancora bella ai suoi occhi”.

“Per la maggior parte delle mogli, è questo il vero significato di un gesto romantico: è un segno che non vengono apprezzate come cuoche, autiste, domestiche e bambinaie, ma come mogli”.

Rebecca Ryskind Teti ha quindi chiesto ai lettori di Faith & Family come fare perché San Valentino possa diventare una festa per tutta la famiglia. Alcune donne hanno suggerito di studiare i vari santi di nome Valentino, altre persone trasformano questo giorno in un’occasione per ricordare persone che altrimenti potrebbero essere dimenticate, inviando biglietti a malati o anziani invalidi.

“Quasi tutti scambiano biglietti con i membri della famiglia, celebrando l’amore familiare. E ovviamente i dolci devono essere a forma di cuore”.

Radici cristiane

Il giorno di San Valentino, ricorda la Teti, affonda le radici nel cristianesimo. Vari San Valentino, infatti, furono martiri della Chiesa delle origini.

“Credo che dobbiamo ringraziare Geoffrey Chaucer per questo – ha sottolineato -. Non si sa molto di ognuno dei San Valentino, tranne che furono martiri, e non sembra ci sia alcuna associazione tra la giornata e il romanticismo fino a che Chaucer scrisse un poema sul matrimonio di Riccardo II con Anna di Boemia”.

Lo scrittore, sottolinea, “fece di San Valentino il santo patrono del matrimonio, e il suo poema include anche allusioni a Cupido e a Venere. Dopo questo, sembra esserci stata una confusione tra Cupido e San Valentino, e il giorno di San Valentino è stato associato all”amore cortese’ delle corti medievali”.

Anche se questo giorno non è una festa di precetto, “per quanti vogliono celebrarlo non c’è alcun motivo per cui non possa essere un’opportunità per celebrare l’amore umano in tutte le sue dimensioni – inclusa quella romantica ed erotica, che è parte del dono di Dio agli sposi”.