Nel suo primo Angelus il papa ha citato un’opera del cardinale tedesco Walter Kasper

DOMENICO AGASSO JR (VATICAN INSIDER) 

Nel suo primo Angelus in piazza San Pietro papa Francesco ha raccontato di avere letto in questi giorni “un libro di un Cardinale, il Cardinale Kasper, un buon teologo”: è un volume “sulla misericordia” che “mi ha fatto tanto bene”; e poi il Pontefice ha nuovamente trasmesso allegria precisando col sorriso: “Ma non crediate che faccia pubblicità ai libri dei miei cardinali”. Il volume che ha letto il nuovo Pontefice è “Misericordia – Concetto fondamentale del vangelo – chiave della vita cristiana” (Queriniana Edizioni, marzo 2013, 336 pagg., 26 euro, collana “Giornale di teologia”), di card. Walter  Kasper, presidente emerito del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, “un teologo in gamba”, lo ha anche definito Francesco alla folla.  “La misericordia divina è il nucleo e la sintesi della rivelazione biblica su Dio”, si legge nella descrizione del libro, nel quale sono unite la riflessione teologica e “profonde considerazioni spirituali, pastorali e sociali”, sollevando così “svariate questioni che toccano la prassi cristiana, ecclesiale e sociale”. Nella sua opera card. Kasper invita “ad approfondire le conseguenze pratiche che derivano dalla ‘misericordia’, al fine di conferire dei chiari lineamenti alla svolta teocentrica nella teologia e nella vita della Chiesa, oggi considerata come necessaria e urgente”. Ma a cosa conduce riflettere teologicamente sulla misericordia? “A porsi le questioni fondamentali della dottrina su Dio: la misericordia divina costituisce il nucleo e la somma della rivelazione biblica su Dio”. Scrive il Porporato tedesco, creato Cardinale nel 2001 dal beato Giovanni Paolo II: “Il messaggio della misericordia di Dio – tutt’altro che una teoria lontana dal mondo e dalla prassi – non si limita a evocare sentimenti di compassione. Comporta delle conseguenze per la vita di ogni cristiano, per la prassi pastorale della chiesa e per il contributo che i cristiani devono dare a una strutturazione umanamente degna, giusta e misericordiosa dell’ordine sociale”.