Tratto da Il Giornale del 4 maggio 2010

Non bisogna chiudere gli occhi di fronte al continuo martirio dei cristiani  nel mondo. È l’appello di Franco Frattini all’Ue dopo l’attentato ai danni di un convoglio di bus che portava giovani studenti cristiani dal loro villaggio di Qaraqosh a Mosul che ha causato quattro morti e 171 feriti.

Rivolgendosi agli utenti di Facebook, il ministro degli Esteri ha chiesto «di aiutarmi a divulgare questo messaggio di sensibilizzazione per combattere e contrastare la violenza religiosa. L’Italia è stato il primo Paese a reagire e a chiedere un’azione internazionale per proteggere la minoranza cristiana in Irak. Purtroppo in questa fase il governo iracheno non si è ancora formalmente insediato, e conseguentemente continuano a ripetersi violente persecuzioni senza incontrare l’azione di contrasto e repressione che meriterebbero». Ora, ha spiegato il capo della diplomazia italiana, «per l’Unione Europea non è più solo il tempo di far sentire la sua voce: deve mobilitare tutte le sue Ambasciate nei Paesi in cui vengono perpetrate e restano impunite queste crudeltà».

L’attentato «è stato causato da un’esplosione prima e poi da un’autobomba posta lungo la strada, poco prima di entrare in città. La deflagrazione è stata devastante e 17 feriti versano in gravi condizioni nell’ospedale di Erbil. Il convoglio attraversava la zona ogni mattina per portare i giovani, tra i 18 e i 26 anni, all’università di Mosul, e forse proprio per questo sono stati un bersaglio facile per gli attentatori.