di Maurizio Morabito da SviPop

“Secondo le cifre usate dal Governo cinese, la politica di ”un figlio per famiglia” introdotta a suo tempo ha fatto si’ che la popolazione cinese raggiungesse sole circa 1,3 miliardi di persone, invece di 1,7 miliardi. Si tratta dunque di 400 milioni di nascite scongiurate [“averted” nell’originale – NdT]. E’ da questo che si deve iniziare a tirare le somme. Le emissioni pro capite di CO2 in Cina oggi sono intorno a 3,8 tonnellate a persona. Se ci fossero altri 400 milioni di cittadini cinesi impegnati semplicemente a migliorare il loro tenore di vita, esattamente nello stesso modo in cui i cittadini di ogni nazione ricca hanno fatto per molti decenni, [quei 400 milioni] oggi emetterebbero 1,5 miliardi di tonnellate supplementari di CO2. Quando mi viene chiesto quale Paese io credo che stia facendo di più per affrontare la sfida del cambiamento climatico, non e’ solo una battuta maliziosa quando rispondo che è la Cina”.

A esprimersi così è stato recentemente Jonathon Porritt, figura di primo piano dell’ambientalismo britannico: membro del Partito Verde, consigliere del Principe Carlo nonché segretario della Commissione per lo Sviluppo Sostenibile istituita dal governo Blair (si è ritiratolo scorso settembre dopo 9 anni). Porritt è anche consulente di diverse grosse aziende britanniche tra cui la famosa catena di abbigliamento Marks&Spencer.

Porritt è anche il fondatore di Forum For the Future, una organizzazione non governativa dedita alla promozione dello sviluppo sostenibile, sul cui sito è apparsa l’analisi da cui è tratto il brano citato.

La logica così “blindata” di Porritt, che festeggia la non-nascita di centinaia di milioni di esseri umani, lascia quantomeno basiti, visto che lui stesso, nel caso se lo fosse dimenticato, è un essere umano.

Cosa farà mai Mr Porritt svegliandosi la mattina? Si lamenterà di essere ancora vivo? Respirerà solo ogni tanto? Si rammaricherà alla notizia della nascita di ogni bambino, magari con un picchettaggio fuori dai reparti Maternità e una piccola cerimonia per il “lutto”?

Purtroppo quella che ci troviamo davanti, di fronte a questo elogio del non-concepito (e dell’abortito), è una concezione assolutamente estraniata di cosa vuol dire Essere Umano: una concezione fatta di numeri invece che persone, di masse informi e inumane la cui esistenza va scongiurata, invece che di individui ognuno ricco di potenzialità straordinarie.

Lo sapremo mai, se fra quei 400m ilioni c’era forse anche chi avrebbe democratizzato la Cina; chi avrebbe interrotto il giogo oppressivo sul Tibet; chi avrebbe fatto scoperte sensazionali, curato malattie millenarie, aperto i nostri occhi a nuove meraviglie dell’Universo?

Pensiamo alla storia: subito prima che venisse pianificata la Soluzione Finale, il governo inglese decise provvidenzialmente di dare il suo appoggio ai “Kindertransport”, grazie ai quali bambini ebrei di mezz’Europa trovarono una nuova Patria e furono sottratti alla dittatura nazista. Alla fine se ne salvarono circa 10mila. Fra questi, sono poi maturate svariate personalità di notevole fama, e addirittura due Premi Nobel: uno, Walter Kohn, ha vinto il Nobel per la Chimica 1998. Un altro, Arno Penzias, ha vinto il Nobel per la Fisica 1978 per aver dimostrato insieme a un collega una “quisquilia” come il fatto che il nostro Universo ha avuto inizio con un Big Bang.

In Cina, mancano all’appello circa 40mila bambini per ognuno che venne salvato in Gran Bretagna. Siamo sicuri che tutto ciò possa essere argomento di celebrazione, se non nelle menti più esagitate?

E invece c’è da credere che se il governo cinese o Forum For The Future avessero mano libera, sentiremmo qualche bella discussione sulla eliminazione di alcuni miliardi di “indesiderabili”, magari nelle zone più povere del pianeta, per il bene loro (e di tutti ovviamente).

E’ palpabile in questi discorsi un fastidio per l’esistenza stessa di altri esseri umani. Un nuovo bambino non è una possibilità, una speranza, una potenzialità da valorizzare, ma solamente una macchinetta che produce CO2, sia come “consumista” sia attraverso la stessa respirazione. Una visione ideologica, lontana dalla realtà, ma in questo nostro tempo pare proprio che l’ideologia guadagni posizioni a scapito della realtà.