Intervista a padre Fran”ois Dermine, presidente nazionale del GRIS
Tratto dal sito ZENIT, Agenzia di notizie l’1 aprile 2011

Un tempo gli esorcismi erano più immediati mentre oggi richiedono più tempo per essere efficaci. Secondo padre François Dermine, presidente nazionale del Gruppo di Ricerca e Informazione Religiosa (GRIS), una spiegazione può essere rintracciata nell’indebolimento della fede all’interno della Chiesa.

Italiano, ma di origine canadese, padre Dermine, priore del convento San Domenico di Bologna e professore di Teologia morale, è stato uno dei docenti del corso di esorcismo che si è svolto presso l’Ateneo Pontificio “Regina Apostolorum” di Roma, dal 28 marzo fino al primo aprile.

In questa intervista a ZENIT afferma che oggi sul demonio, per quanto riguarda le questioni teologiche, non si sa molto di più rispetto al passato, ma che è diventato più facile distinguere le patologie dai casi di possessione da parte del maligno. Una questione che chiama in ballo il discernimento dell’esorcista, che oltre a ricorrere alla preghiera deve avvalersi anche delle consulenze degli psichiatri.

Perché un corso sull’esorcismo?
Padre Dermine: Perché è un corso che serve a far conoscere meglio questo ministero ai sacerdoti ma anche all’ambito medico e psicologico. I destinatari non sono necessariamente dei futuri esorcisti anche perché non basta un corso per diventare esorcisti ma bisogna ricevere un mandato esplicito dal Vescovo. Si tratta di contribuire a riportare a galla un ministero che spesso è stato trascurato in Italia e nel mondo, quindi abbiamo voluto far conoscere la necessità e l’attualità di questo tipo di corso.

Questo è la sesta edizione del corso. Molti dei sacerdoti che vi partecipano hanno modo poi di approfondire la materia o rimane un qualcosa soltanto a livello conoscitivo?
Padre Dermine: Rimane, bisogna riconoscerlo, più a un livello teorico che pratico. Successivamente, alle persone che ottengono il permesso del Vescovo o ne fanno richiesta viene consigliato di avvicinare un esorcista di esperienza per potersi far istruire sull’esercizio concreto del ministero.

Oggi si sa di più sul demonio di quanto si sapeva nel Medioevo?
Padre Dermine: Da un punto di vista teologico non è che si sappia di più oggi di quanto si sapesse già nel Medioevo. Grandi dottori della Chiesa come Ssan Tommaso, san Buonaventura, sant’Agostino e anche tanti altri santi hanno parlato del demonio in modo molto approfondito e addirittura anche speculativo, filosofico oltre che teologico.

Possiamo, invece, sapere di più riguardo a certe malattie che in passato potevano essere considerate manifestazioni dell’azione diabolica ma che sono appunto soltanto delle malattie. Per esempio in passato l’epilessia veniva facilmente ricondotta a una forma di possessione diabolica e invece si tratta di una malattia da curare.

E come si distingue un caso di possessione, infestazione o manifestazione diabolica da una malattia?
Padre Dermine: Questa secondo me è una delle principali difficoltà dell’esorcista, che è chiamato a fare un discernimento che costituisce la parte centrale del ministero esorcistico. Perché ci sono delle persone che credono di essere in balia del demonio, e di essere perseguitate attraverso vessazioni, ossessioni o cose del genere. Allora bisogna capire se abbiamo a che fare o meno con persone che soffrono di allucinazioni o cose del genere. Lì bisogna parlare con loro e l’esorcista può fare anche ricorso ai medici, agli psichiatri. Per esempio quando ero esorcista nella mia diocesi, nella mia squadra c’erano tre sacerdoti – me compreso – e due psichiatri che interpellavo nei casi dubbi.

Il discernimento non sempre è immediato. Parlando con le persone o sulle persone, ci si accorge quasi subito se c’è qualche reazione, non necessariamente quelle reazioni spettacolari che potremmo immaginare nel caso delle possessioni, ma delle reazioni particolari come delle alternanze di caldo e di freddo, un inizio di svenimento oppure si mettono a eruttare e cose del genere. Il discernimento si fa anche con la preghiera. E’ necessario ricordare che l’esorcismo è un’opera soprannaturale che ha come principale personaggio Dio.

Gesù stesso ha fatto degli esorcismi.
Padre Dermine: Del resto Giovanni Paolo II diceva che uno dei principali ministeri di Gesù fu quello dell’esorcismo. Quindi ne ha fatti e anche tanti. E nella Bibbia e nei Vangeli, non sempre risulta chiara la distinzione tra una guarigione e una liberazione. In uno dei passi si dice che una persona era malata e poi quando interviene Gesù si dice che era stata liberata o viceversa.

L’esorcismo viene di solito associato quasi esclusivamente alla possessione ma bisogna ricordarsi che l’esorcista molte volte ha a che fare non con i posseduti ma con persone che possono essere vittime di varie forme di persecuzioni diaboliche. Infestazioni di case dove si sentono dei rumori, dei mobili che si possono spostare o spaccare.

Poi ci possono essere i casi di possessione – quando le persone, per esempio, sentono delle voci dentro di sé –, che si manifestano quando si fa spiritismo. Chiaramente bisogna accertarsi che non si tratti di un caso di schizofrenia. Molte volte le reazioni non implicano fenomeni straordinari.

Poi la liberazione può avvenire anche attraverso un cammino spirituale: la persona deve cambiare vita, frequentare i sacramenti ecc.

La persona che ottiene il permesso dal Vescovo per esercitare questo ministero deve avere delle qualità particolari?
Padre Dermine: Nel diritto dell’esorcismo si parla anche di qualità morali, spirituali e in un certo senso culturali. Bisogna conoscere per esempio un minimo di psicologia.

Quali sono le cose pericolose per una persona normale?
Padre Dermine: Buona parte delle persone che si rivolgono all’esorcista lo fanno a seguito di una pratica diretta, volontaria dell’occultismo, di varie forme di magia, spiritismo etc.

Però queste cose possono avvenire senza che ci sia nessuna compromissione da parte del soggetto con l’occulto, e queste persone possono essere vittime di mali che vengono fatti a loro. E qui entriamo in qualcosa di molto misterioso che è il maleficio. Quando ho iniziato il mio ministero esorcistico ero un po’ perplesso riguardo a questa realtà, però ho dovuto ricredermi.

La migliore protezione in questi casi?
Padre Dermine: La vita cristiana e di preghiera. Però non ci sono, diciamo, delle protezioni assolute. Ci sono per esempio anche dei santi, penso per esempio a san Giovanni Calabria, a santa Gemma Galgani, che anche se per breve tempo sono stati vessati tremendamente dal demonio.

Basta un solo esorcismo per liberare dalla possessione diabolica?
Padre Dermine: Qui stiamo toccando un tasto molto delicato, nel senso che ho sentito dei racconti di esorcisti di quaranta o cinquanta anni fa, secondo cui allora bastava un solo esorcismo per liberare una persona. Oggi possono durare dei mesi e anche degli anni. E bisogna riflettere sul perché di questo. Qualcuno potrebbe pensare che ciò avviene perché viviamo in una società che si è allontanata da Dio e in un certo senso è apostatata. Io qui le indico una opinione del tutto personale: l’esorcista non recita una preghiera personale ma prega in nome della Chiesa, e se la fede viene a indebolirsi all’interno della Chiesa, può darsi che questo contribuisca a diminuire l’efficacia dell’esorcismo vero e proprio.

Qual è il rapporto tra le formule dell’esorcismo e la fede?
Padre Dermine: Delle formule senza fede non valgono niente. Ma non è soltanto la fede dell’esorcista, secondo me, che interviene ma la fede della Chiesa. Qui quando parlo di Chiesa non mi riferisco alla Chiesa istituzionale che ha sempre creduto ed ha insegnato la realtà del demonio e la possibilità concreta di subire persecuzioni da parte sua. Ma parlo degli uomini di Chiesa. Non tutti i sacerdoti e addirittura alcuni Vescovi credono veramente in queste cose. Capisco che è un discorso molto delicato…

Non la Chiesa gloriosa ma la Chiesa militante?
Padre Dermine: La Chiesa qui sulla terra che può essere anche tentata dalla secolarizzazione, il razionalismo… la fede sull’esistenza del demonio rischia di affievolirsi.

L’iconografia cattolica o la mancanza della stessa ha qualche influenza?
Padre Dermine: No, se la nostra società si secolarizza e addirittura rinnega la propria fede è ovvio che lascia più spazio al demonio che è nemico dell’incarnazione.

Chi esercita l’esorcismo nel suo ministero sacerdotale deve fare molta esperienza?
Padre Dermine: Non si finisce mai di imparare e l’esperienza arricchisce sempre ed è assolutamente fondamentale. Il problema degli esorcisti attuali è che sono diventati tali senza seguire gli insegnamenti di nessun maestro. Io ho avuto pochissima esperienza pratica e ho dovuto in un certo senso arrangiarmi commettendo anche qualche errore. L’esperienza la acquisiamo poco per volta, l’ideale sarebbe avere dei maestri in questo campo.

Non sempre troviamo le spiegazioni per tutto, però dobbiamo credere che Dio è presente, che Dio agisce, che siamo dalla parte del vincitore e che il demonio cerca di disturbare l’uomo, di allontanarlo da Dio o addirittura di distruggerlo; e che Dio offre alla Chiesa i mezzi per combattere vittoriosamente il demonio.