La Congregazione per il culto di divino ha pubblicato un decreto con il quale il padre putativo di Gesù viene menzionato anche in alcune preghiere eucaristiche

di MARCO TOSATTI da Vatican Insider

Il padre putativo di Gesù Cristo, quella figura misteriosa che pure tanta importanza implicita ha nella storia del Messia, avrà anche ufficialmente un maggior onore nella Chiesa cattolica. E in particolare avrà più spazio e visibilità nei canoni della messa. Per decisione di papa Ratzinger, che è stata accolta e confermata dal suo successore, papa Francesco, la Congregazione per il culto di divino ha pubblicato un decreto che dispone che san Giuseppe venga menzionato accanto alla Madonna anche nelle preghiere eucaristiche II, III e IV. Fino ad oggi la menzione  «..con san Giuseppe suo sposo» era riservata al solo canone romano.

E’ grazie a San Giuseppe che Gesù può fatto ascendere genealogicamente fino a Davide, un elemento che forse può apparire non particolarmente rilevante ai nostri occhi, ma che rivestiva e riveste un grande ruolo per identificare il Cristo con il Messia profetizzato nei secoli. Ma soprattutto, dice il documento della Congregazione, “Mediante la cura paterna di Gesù, San Giuseppe di Nazareth, posto a capo della Famiglia del Signore, adempì copiosamente la missione ricevuta dalla grazia nell’economia della salvezza”.

La sua accettazione di Maria, incinta, come sposa; anche se era ben consapevole di non aver avuto rapporti con lei, e l’accettazione degli “inizi dei misteri dell’umana salvezza” aderendo alla notizia del concepimento da parte dello Spirito Santo ne fa un personaggio di primo piano nella vita cristiana. Inoltre, rileva il documento, San Giuseppe è “divenuto modello esemplare di quella generosa umiltà che il cristianesimo solleva a grandi destini e testimone di quelle virtù comuni, umane e semplici, necessarie perche gli uomini siano onesti e autentici seguaci di Cristo”.

Non è certamente un personaggio che si mette avanti, nella storia di Gesù, San Giuseppe; e il suo ruolo nei Vangeli è tanto importante quanto dimesso. Ma non si può dimenticare che San Giuseppe “si è dedicato con gioioso impegno all’educazione di Gesù Cristo, è̀ divenuto il custode dei più preziosi tesori di Dio Padre ed è stato incessantemente venerato nei secoli dal popolo di Dio quale sostegno di quel corpo mistico che è la Chiesa”.

Continua così il documento: “Nella Chiesa cattolica i fedeli hanno sempre manifestato ininterrotta devozione per San Giuseppe e ne hanno onorato solennemente e costantemente la memoria di Sposo castissimo della Madre di Dio e Patrono celeste di tutta la Chiesa, al punto che già il Beato Giovanni XXIII, durante il Sacrosanto Concilio Ecumenico Vaticano II, decreto che ne fosse aggiunto il nome nell’antichissimo Canone Romano”. E sia Benedetto che Francesco sono d’accordo nel decretare “che il nome di San Giuseppe, Sposo della Beata Vergine Maria, sia d’ora in avanti aggiunto nelle Preghiere eucaristiche II, III e IV della terza edizione tipica del Messale Romano, apposto dopo il nome della Beata Vergine Maria”.