di Leone Grotti da www.tempi.it

Il presidente della Francia ha partecipato al “battesimo” della nave Jules Verne, a patto che la cerimonia venisse chiamata “inaugurazione” e che non ci fosse il prete 

francia-hollande-cma-cgm-battesimoChe a Francois Hollande non vadano molto a genio la religione, e soprattutto i cristiani, si era già capito quando ha annullato una visita a un museo per non dover parlare con un dipinto cristiano alle spalle e quando ha fatto gli auguri ai musulmani per il Ramadan, ai cinesi per l’anno lunare ma non ai cristiani per la Pasqua. L’ultimo caso, però, sembra denotare una vera e propria fobia da parte del presidente della Repubblica francese.

“BATTESIMO” DELLA NAVE. La rivista militare Jeune Marine ha attaccato Hollande per aver fatto modificare una tradizione marinara secolare. Il gruppo Cma Cgm, il terzo trasportatore di container via mare nel mondo e il primo in Francia da 35 anni, ha chiesto la partecipazione del presidente della Repubblica per “battezzare” la nuova nave Jules Verne. La cerimonia del “battesimo” è la stessa da almeno un secolo: la madrina dà il nome alla nave facendo infrangere una bottiglia di vino sulla prua e poi l’imbarcazione, insieme all’equipaggio, vengono benedetti da un sacerdote.

HOLLANDE “INAUGURA”. Ma siccome Hollande non gradiva di essere associato a un’immagine religiosa come il battesimo, ha costretto la Cma Cgm a «stravolgere le tradizioni marinare» chiamando la cerimonia “inaugurazione”. Così il 4 giugno, a Marsiglia, Hollande ha avuto il privilegio di fare da madrina e rompere la bottiglia di champagne sulla prua, pronunciando poi un discorso ai politici del suo seguito presenti. Cma Cgm ha annunciato l’evento come “inaugurazione” e non “battesimo” della nave, facendo rabbrividire i marinai francesi che, come ricorda Jeune Marine, sono molto superstiziosi.

«TRADIZIONI STRAVOLTE». Il giorno dopo, il 5 giugno, senza nessun tipo di comunicato o sponsorizzazione da parte di Cma Cgm, è avvenuta la seconda parte del “battesimo” della Jules Verne: due diaconi della Missione del mare hanno battezzato la nave e l’equipaggio alla presenza di Tanya Saadé, la vera madrina dell’imbarcazione, e di una rappresentanza dei marinai marsigliesi. Così facendo, fa notare Jeune Marine, Cma Cgm pur mantenendo la validità della cerimonia «ha ignorato totalmente le tradizioni marinare per vendersi al politicamente corretto» imposto da Hollande. Parigi val bene una messa, e i buoni rapporti con la presidenza valgono bene «lo stravolgimento delle tradizioni».