Aborto & diritti • La delibera di giunta che autorizza i consultori ad assumere solo personale non contrario alle interruzioni di gravidanza sarà sottoposta il 9 settembre al vaglio del tribunale amministrativo • Medici discriminati, l’allarme delle associazioni in attesa del Tar
di Daniela Pozzoli
Tratto da Avvenire del 14 agosto 2010

Non sono settimane facili per i medici  obiettori in Puglia. Si avvicina infatti la sentenza con la quale il Tar deciderà del loro futuro, proprio mentre a Strasburgo il Consiglio d’Europa tenta di far passare una risoluzione che restringa il più possibile il diritto a dire «no» all’aborto (il testo verrà discusso tra il 4 e l’8 ottobre). Il 9 settembre si terrà infatti la seconda udienza (la prima, a luglio, si è risolta con un rinvio) del Tribunale amministrativo pugliese sul ricorso di un gruppo di ginecologi contro la delibera della giunta Vendola che di fatto discrimina gli obiettori. Il provvedimento, emanato in marzo, autorizza i consultori pubblici a selezionare per l’assunzione «solo medici non obiettori». Motivo alla base della decisione del governo regionale – che è anche tra le motivazioni della bozza di risoluzione europea – il «bilanciamento» tra obiettori e l’asserito «diritto» delle donne ad abortire nelle strutture pubbliche anche là dove tutti i medici si astenessero dal praticare interruzioni di gravidanza. «Una mossa politica che trova echi a livello europeo – afferma Filippo Boscia, ginecologo e presidente del Forum delle associazioni, gruppi e movimenti di impegno ecclesiale operanti nella sanità –, un passo indietro su un diritto che dovrebbe essere non negoziabile». «Essere obiettori o meno non c’entra – spiega Lodovica Carli presidente del Forum delle associazioni pugliesi –. Alla Regione chiediamo che venga applicata la legge 194 in tutte le sue parti, anche dove si parla di aiutare le donne di fronte a una maternità difficile. Ma che possibilità di scelta viene loro offerta se nei consultori durante i colloqui e la fase informativa si troveranno davanti solo medici non obiettori e quindi favorevoli all’aborto?». Il Forum, in attesa dell’udienza del Tar, ha chiesto di poter discutere dell’argomento davanti alla Conferenza dei capigruppo e alla presenza dell’assessore regionale pugliese alla Sanità e di quello al Welfare perché «è un argomento troppo importante – spiega Carli – per non coinvolgere tutte le forze politiche». «Se dovessimo perdere il ricorso – dice Dino Dellino, ginecologo, presidente di ‘Medicina e Persona’ Puglia e tra i firmatari del ricorso ai giudici amministrativi – si profilerebbe una situazione senza precedenti.

Poter cioè scegliere se assumere obiettori o non obiettori aprirebbe la strada anche alla scelta tra chi ammettere a un concorso per primari, oppure per anestesisti…

Del resto anche nel Piano sanitario regionale 2008/2010 era scritto chiaramente che i medici obiettori andavano ‘riposizionati’ altrove, cioè messi in condizione di non dare fastidio».