Dopo le critiche ad Ikea, il sottosegretario contro il colosso dei cibi. E Nicki Vendola replica: le scelte di queste aziende miglior risposta contro i pregiudizi

ROMA – Non è bastato il bacio di gay e omosessuali davanti a una delle sedi Ikea della capitale (insieme a quello in una sede di Firenze) a chiudere la polemica innescata dalle dichiarazioni omofobe del sottosegretario Carlo Giovanardi. Proprio mentre decine di giovani – omosessuali e non – si scambiavano casti baci nei pressi del centro commerciale, il viceministro e il presidente della Regione Puglia Nicki Vendola dettavano infuocate dichiarazioni alle agenzie di stampa. Motivo del contendere: un’altra pubblicità che avalla il concetto di famiglia moderna, senza distinzioni di sesso. Si tratta dell’annuncio pubblicato sabato 30 aprile a pagina 4 su La Stampa, a firma di Eataly, colosso dei cibi gourmand.

«APERTI A TUTTI» – «Anche noi di Eataly siamo aperti a tutte le famiglie», recita la pubblicità che mostra una coppia di donne che si tengono per mano. E l’annuncio prosegue: «Siamo italiani (oltre che Eataliani) e non ci offendiamo. Anzi diciamo evviva all’amore vero tra due persone e alla possibilità per chiunque di crearsi una famiglia». Apriti cielo.
Per il sottosegretario (alla Famiglia, appunto) Giovanardi – che già nei giorni scorsi si era scagliato contro lo spot Ikea – «l’iniziativa Eataly di Oscar Farinetti dimostra quello che da tempo denunciamo con forza, e cioè che la vera dimenticata e discriminata in Italia è la famiglia della Costituzione, quella fondata sull’unione di un uomo e di una donna che rivendica diritti ma accetta anche doveri davanti alla collettività, prima di tutto quello di educare, istruire e mantenere i figli».

 

RISPOSTA AI PREGIUDIZI – «Le scelte di Ikea e di Eataly – ribatte Nicki Vendola – sono la migliore risposta ai pregiudizi che cingono di filo spinato la vita e i sentimenti di tanti esseri umani, e che che dicono alla politica e ai suoi rappresentanti che i diritti delle persone non sono optional». Vendola difende le scelte pubblicitarie delle due aziende, contro le quali «si sono scagliati i messaggi omofobi del sottosegretario Giovanardi», perchè «tutti hanno diritto non ad essere tollerati ma ad esistere spigliati nella propria soggettività, soggetti di cittadinanza piena».
Sui blog dell’ambiente omosessuale si è scatenata una reazione a catena. Migliaia i commenti contro il sottosegretario. Qualcuno riflette sulle strategie commerciali dei grandi gruppi «che finalmente danno vistosa rappresentazione a temi che dovrebbero essere portati avanti da una politica progressista». E Queerblog.it ne trae una conclusione logica: «Oggi, probabilmente, la vera lotta per l’emancipazione è giusto farla nelle corsie di un supermercato. Altro che piazza».

250 MILA COPPIE DELLO STESSO SESSO – Intanto davanti al centro commerciale di via della Vigne Nuove a Roma andava in scena il bacio collettivo tra etero, gay, giovani e meno giovani per «rivendicare i diritti di chi si ama in maniera diversa». «In Italia oggi vivono cinque milioni di omosessuali – ricorda uno dei manifestanti – e un milione di coppie di fatto di cui oltre 250.000 dello stesso sesso. L’articolo 3 della Costituzione dice che siamo tutti uguali davanti alla legge e oggi siamo qui per ricordarlo a chi ha la memoria corta».

da Corriere.it