di Nirmala Carvalho
Continuano in India le proteste per l’offesa al Corano. In zone a maggioranza islamica, una folla furente assalta e brucia una chiesa e una scuola. La condanna da parte di cristiani. Almeno 11 morti in proteste politiche tra manifestanti e polizia, imposto il coprifuoco.

New Delhi (AsiaNews) – Estremisti islamici hanno incendiato una chiesa e una scuola cristiane nel Punjab, in reazione alla proposta del pastore Terry Jones di commemorare l’11 settembre bruciando ognuno un Corano, proposta poi ritirata dal suo stesso ideatore ma che ha causato grandi proteste tra i musulmani ed episodi di violenza anticristiana.

Questa mattina a Tangmarg, vicino Gulmarg, è stata incendiata la scuola della Christian Society Mission. La notizia di un possibile assalto si era già diffusa dalle prime ore, ma le autorità non hanno preso contromisure. Anzi, una folla ha poi impedito ai vigili del fuoco di raggiungere l’edificio di legno, che è stato del tutto distrutto dal fuoco. Non ci sono feriti tra gli studenti. I dimostranti hanno anche assalito un ufficio del governo e ci sono scontri con la polizia con almeno 7 morti, compreso un poliziotto. Altre 4 persone erano morte in precedenza in altre proteste.

Mons. Peter Celestine, vescovo di Jammu-Srinagar, spiega ad AsiaNews che “questo incendio è conseguenza sia delle voci [sulla proposta di bruciare il Corano] sia della situazione politica. Sin da ieri notte centinaia di persone si sono raccolte nelle strade intorno la scuola, l’hanno invasa e incendiata. E’ stato imposto il coprifuoco”. Nello Stato è forte la protesta islamica antigovernativa e negli ultimi 3 mesi la polizia ha ucciso almeno 70 dimostranti. La vicenda “Brucia-il-Corano” è diventata anche pretesto per agitare i sentimenti antigovernativi.

“La proposta di bruciare il Corano, anche se poi rinunciata, ha causato una situazione molto tesa, ci sono paura e timore. I cristiani sono solo lo 0,0014% della popolazione. Finora abbiamo avuto rapporti cordiali coi nostri fratelli islamici e con le autorità, ma quell’iniziativa ha causato preoccupazione”.

Sempre in Punjab, ieri notte una folla infuriata ha assalito e incendiato una chiesa e diversi veicoli in sosta nella zona Loha Bazar nella città di Malerkotla, distretto di Sangrur, zona a maggioranza islamica, sempre in reazione alla proposta del pastore Jones. Nella città c’è ora il coprifuoco dalle ore 18, per timore di altre violenze.

Ferma condanna per tale rogo è stata espressa dal Consiglio Globale dei Cristiani Indiani (Gcic), come spiega il suo presidente Sajan K. George. “Ora – si legge nel messaggio – chiediamo che i leader mondiali e i media dimostrino la stessa aperta condanna di quando azioni radicali su scala uguale o maggiore sono commesse contro cristiani. Chiediamo che il ministro federale dell’Interno e i governi mostrino la loro grande generosità contro questa violenza immotivata contro i cristiani del Punjab”.

“Abbiamo sentito brutte voci che a Malerkotla si è rotto la decennale armonia… Vorrei che questo fosse un incidente isolato, senza altri incendi”.