Via cavo e via Internet

di Patricia Navas

LAHORE (Pakistan), giovedì, 25 giugno 2009 (ZENIT.org).- I primi canali televisivi cattolici del Pakistan hanno ottenuto “buoni risultati in poco tempo”, secondo l’Arcivescovo di Lahore e presidente del Centro Nazionale per le Comunicazioni Sociali della Conferenza Episcopale Pakistana, monsignor Lawrence Saldanha.

Le autorità del Paese non hanno concesso alcuna licenza a radio, televisioni o servizi di notizie cristiani, e la televisione pubblica riserva ai cristiani solo due spazi di trenta minuti all’anno, a Natale e nella Settimana Santa.

In questo contesto, Catholic TV, un canale cattolico fondato e diretto dal sacerdote cappuccino Morris Jalal nella sua parrocchia di San Francesco, ha raggiunto un “risultato notevole”, spiega monsignor Saldanha.

“Anche se questa iniziativa di comunicazione conta su risorse limitate, è un buon modo per arrivare non solo ai fedeli, ma al grande pubblico”, ha dichiarato all’agenzia UCANews.

Anche padre Jalal considera positiva la capacità dei mezzi di comunicazione elettronici di arrivare a una grande varietà di persone, visto che così “possono aiutare a costruire e a rafforzare una società pacifica e tollerante”.

Catholic TV offre una programmazione basata su film cristiani, documentari sulle attività delle parrocchie dell’Arcidiocesi di Lahore, talk show, interviste, musica religiosa, concorsi biblici, Messa domenicale e recita del rosario.

Si può vedere a un raggio di 10 chilometri dalla parrocchia di San Francesco, situata nel centro di Lahore, una zona in cui si stima vivano circa 8.000 famiglie cattoliche.

Ha un’équipe di undici giovani e utilizza alcune strutture della parrocchia come studio e sala di edizione, tutto autofinanziato dalla parrocchia stessa.

Il Centro catechetico dell’Arcidiocesi di Karachi ha lanciato un altro canale cattolico, Good News TV, il 21 febbraio scorso.

La Chiesa in Pakistan ha accolto con gioia e soddisfazione questo canale via Internet promosso dal direttore del Centro catechetico, padre Arthur Charles.

Questo sacerdote progetta di ampliare l’iniziativa con una rete chiamata Media for Jesus, che dovrebbe includere in futuro anche un’emittente radiofonica e un canale televisivo via satellite.

I fondi stanno arrivando attraverso benefattori e pubblicità. Il Vescovo di Karachi, monsignor Evarist Pinto, ha già offerto un apporto a nome della Diocesi.

“La Chiesa deve utilizzare i mezzi di comunicazione per diffondere il Vangelo e per l’educazione e la formazione dei giovani”, ha dichiarato padre Charles all’agenzia Fides.

“Nel mondo odierno la comunicazione è incessante: siamo bombardati dalla televisione, dagli sms, dai messaggi di posta elettronica… In questo villaggio globale deve esistere una forte presenza cattolica che annunci la Parola di Dio”, ha commentato.

Padre Charles ha sottolineato l’importanza del fatto che Benedetto XVI abbia concesso la diffusione dei suoi messaggi mediante le nuove tecnologie, come dimostra ad esempio la creazione di un canale vaticano su YouTube.

“Mi sono sentito in perfetta sintonia con il Messaggio del Papa per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, quando afferma che le tecnologie digitali sono un dono per l’umanità e possono servire per diffondere la solidarietà e la comprensione tra le persone e i popoli”, ha ricordato.

Il sacerdote è convinto che la Chiesa abbia bisogno di una rete di media per aumentare la conoscenza della fede, sia tra i fedeli che tra coloro che non conoscono il cristianesimo.

[Traduzione dallo spagnolo di Roberta Sciamplicotti]