di Ambrogio Novaro

ROMA, lunedì, 17 gennaio 2011 (ZENIT.org).- Venerdì 21 gennaio, alle ore 17.30, a Milano presso l’Auditorium San Carlo (ingresso da via Matteotti 14) sarà presentata la prima edizione italiana di Aborting America di Bernard N. Nathanson curata dal giornalista Piero Pirovano, un progetto della Cooperativa Amici per la vita iniziato nel 1981, che, a causa di una serie di circostanze, solo ora è giunto alla sua conclusione con la pubblicazione in Lulu.com.

Due le prefazioni all’edizione italiana. Ne sono autori l’eurodeputato Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita italiano, e l’ostetrico-ginecologo Nicola Natale.

Tra i documenti pubblicati in appendice anche una scheda di Natale sull’aborto chimico, Tutta la verità sull’RU486.

All’evento di venerdì, con Pirovano, parteciperanno Carlo Casini, Nicola Natale e il presidente della sezioni di Milano dell’AMCI (Associazione Medici Cattolici), Giorgio Lambertenghi Deliliers.

Aborting America è stato pubblicato per la prima volta negli Stati Uniti da Doubleday sul finire del 1979, ma è un libro sempre attuale. Lo afferma Carlo Casini nella prefazione: «il libro è di estrema attualità come sempre attuali sono le questioni legate ai valori primari dell’esistenza dell’uomo fra i quali la vita, ed ogni diritto ad essa connesso, si pone come ineliminabile presupposto».

«Aborting America – scrive ancora Casini – ripercorre la storia di Nathanson intrisa di dolore, rimorso e ricerca della verità in maniera ostinata. Nel libro il suo cammino scientifico ed interiore fa comprendere come uno dei medici abortisti più famosi del mondo cambia vita e modo di pensare giungendo a considerare l’aborto come un inammissibile atto di violenza mortale».

Nella sua autobiografia Nathanson, che si è dichiarato complessivamente responsabile di 75.000 uccisioni per aborto, scrive: «Sono arrivato alle mie conclusioni dopo sei anni di auto investigazione…(sulla scorta) di una filosofia umanistica estratta dai dati biologici moderni e non da una credenza religiosa».

«Con questa affermazione – scrive Nicola Natale nella sua prefazione – Nathanson sancisce due principi di grande rilievo: da una parte non è la dottrina della Chiesa retrograda e impastata di idealismo religioso a guidare le sue scelte in controtendenza rispetto al passato né una nuova ideologia che si sovrappone alla precedente, ma la riflessione sulla natura dell’uomo e della sua origine. Egli infatti analizza con spassionata attenzione i dati della realtà: le caratteristiche fisiche e metaboliche dell’embrione e del suo essere uomo. Fino alla conclusione che non esiste alcuna differenza tra l’embrione, il feto ed il neonato».

Il libro, 428 pagine, si articola in ventisei capitoli e in un epilogo. Titolo dell’ultimo capitolo è una domanda: Ci vorrebbe una legge?

Dopo avere sottolineato che «Per un ostetrico, la gravidanza non esiste fino a che la sua presenza non dà prove scientifiche», Nathanson scrive: «Quando l’esistenza della gravidanza viene stabilita, l’alfa (così chiama l’embrione) dovrebbe per legge essere protetto».

«Quale tipo di penalità – si chiede – dovrebbe essere ordinata? Se siamo seriamente preoccupati di prevenire l’aborto, dovremmo far sì che diventi un crimine per la donna come per l’esecutore dell’aborto, …… La penalità per l’aborto, a mio parere, deve essere minore di quella per un omicidio, ma l’aborto non dovrebbe nemmeno essere trattato come fosse una contravvenzione stradale. Siccome le giurie nel passato esitavano nel condannare i medici alla prigione, forse quei medici che praticano l’aborto potrebbero essere condannati a dedicare la metà del loro tempo a lavorare senza paga nelle cliniche per i poveri per un certo numero di anni».