di Chiara Santomiero

ROMA, mercoledì, 17 febbraio 2010 (ZENIT.org).- Dall’Italia 963.639 e 63.836 dall’estero, che vanno dai 12 del Burkina Faso agli 8 delle Terre polari artiche passando per i 497 dell’Argentina, i 145 del Giappone e i 2605 della Federazione russa: sono già oltre un milione i pellegrini prenotati per la Solenne Ostensione della Sindone che inizierà il prossimo 10 aprile nel Duomo di Torino per concludersi il 23 maggio, ma ne sono attesi circa due milioni.

Sono alcuni dei dati forniti alla conferenza stampa di presentazione dell’evento svoltasi questo mercoledì a Roma presso l’Associazione stampa estera.

Il 93% dei pellegrini ha prenotato la visita – assolutamente gratuita – tramite il sito Internet www.sindone.org; gli altri chiamando il numero verde 008000SINDONE o uno degli altri numeri del Centro prenotazioni Sindone 2010.

Tutta la “macchina” dell’accoglienza per l’Ostensione 2010 poggia su circa 4.500 volontari. “Coloro che collaborano a questo evento – ha sottolineato Maurizio Bardello, direttore del Comitato per l’Ostensione – lo fanno a titolo gratuito”.

L’organizzazione, inoltre “è stata improntata a criteri di sobrietà, con costi contenuti ed evitando ogni forma di spreco. E’ infatti previsto un ampio impiego di prodotti riutilizzabili e una parte delle opere in corso di realizzazione hanno carattere permanente, come gli interventi effettuati a Palazzo Chiablese dove i pellegrini potranno fermarsi per l’adorazione eucaristica e accostarsi al sacramento della confessione”.

Oltre agli aspetti economici, particolare attenzione è stata data al rispetto dell’ambiente con l’impiego di materiali ecocompatibili e l’adozione di soluzioni a basso impatto ambientale.

“Proprio per ridurre l’effetto sulla città dell’arrivo dei circa 20.000 pulmann previsti – ha detto Bardello – ad ognuno di essi verrà chiesto un contributo economico di 30 euro destinato esclusivamente a piantare nuovi alberi”.

“Il percorso che i pellegrini compiranno per raggiungere il Duomo – ha spiegato Fiorenzo Alfieri, presidente del Comitato per l’Ostensione 2010 e assessore alla cultura del Comune di Torino – prevede il passaggio attraverso i Giardini reali bassi e la Manica nuova di Palazzo reale per sbucare nell’area del Teatro romano e risalire fino al piazzale del campanile del Duomo. Qui sarà realizzato il padiglione della ‘prelettura’, cioè un percorso con immagini e spiegazioni che preparano alla visione della Sindone, al termine del quale si entrerà in Duomo”.

“Il percorso – ha aggiunto Alfieri – avrà un unico ingresso, poggerà su pedane e sarà protetto, coperto e senza barriere architettoniche. Vi si accederà con il biglietto di prenotazione ma nel punto di accoglienza per pellegrini e turisti di piazza Castello verranno rilasciate anche prenotazioni ‘immediate’ a seconda della disponibilità dei posti”. All’interno del Duomo “il percorso si svilupperà su tre livelli per consentire al maggior numero di persone possibile di vedere la Sindone in maniera ottimale”.

Che cosa vedranno i pellegrini giunti a Torino da tutto il mondo? “Un lenzuolo di lino atipico – ha spiegato mons. Giuseppe Ghiberti, presidente della Commissione diocesana per la Sindone – lungo circa 4,41 m e alto 1,13, che contiene la figura di un uomo morto a causa della tortura della crocifissione”.

Secondo la tradizione si tratta del lenzuolo usato per avvolgere il corpo di Gesù nel sepolcro; di certo “vi è un riscontro fedelissimo, uno ‘specchio’ del racconto letterario dei Vangeli a proposito della morte di Gesù”. La Sindone è, quindi, “un segno povero” che rimanda “a una vicenda unica nella storia, per chi crede”.

Se attorno alla datazione del reperto ci sono “due opinioni circa la provenienza da epoca romana o medievale, nessuno scienziato serio può affermare con sicurezza di sapere ‘come’ l’immagine si è formata sul telo: i tentativi sono stati tanti, ma di risposte esatte nessuna”.

Perché la Chiesa se ne interessa? “Essendo un’eco del messaggio del Vangelo – ha spiegato Ghiberti – diventa strumento di evangelizzazione e quindi una responsabilità in questo senso per la Chiesa stessa”.

Nell’Ostensione del 2010 (le ultime avvennero nel 1998 e nel 2000), la Sindone verrà esposta ai fedeli dopo l’intervento di conservazione che nel 2002 ha asportato alcuni residui organici rimasti sul tessuto dopo l’incendio di Chambery (dove era custodita prima dell’arrivo in Italia) del 1532.

Rimosse anche le “toppe” applicate dalle clarisse di Chambery e sistemato con fili naturali, è stato staccato il telo di supporto a cui era fissata dal 1534 per essere posta nella nuova teca di conservazione realizzata dall’Alenia Aeronautica di Torino.

“Non può essere lasciata sempre alla venerazione dei fedeli – ha spiegato Ghiberti – perché l’esposizione alla luce provoca l’ossidazione che fa scurire il tessuto sbiadendo i contorni dell’immagine. Però è necessario farlo in alcune occasioni, altrimenti che senso avrebbe avere questo segno?”.

“C’è un messaggio che viene dalla Sindone – ha concluso Ghiberti – che aiuta a porsi degli interrogativi sulla propria fede. Dal canto nostro, occorre offrire tutte le spiegazioni e poi lasciare la riflessione al cuore di ciascuno”.