Grazie la riforma Gelmini arriva la gratifica per 300 insegnanti di 33 scuole che hanno aderito alla sperimentazione del progetto
di Francesca Angeli
Tratto da Il Giornale

«Non si può fare a meno di un sistema di valutazione». Il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, non demorde. I due progetti sperimentali avviati per introdurre un metodo di valutazione dei singoli docenti e delle scuole per poi individuare chi e quali fra questi meritino di avere aumenti salariali e fondi aggiuntivi è partito a fatica e in mezzo a molte diffidenze. Le resistenze iniziali sono state molte, confermando così anche in questa occasione quanto il mondo della scuola sia refrattario al principio della valutazione nonostante poi tutti gli addetti ai lavori riconoscano sia indispensabile.

«Non volevamo imporre decisioni dall’alto, siamo aperti a qualsiasi contributo affinchè la scuola possa finalmente avere un sistema di valutazione -spiega la Gelmini- É importante non soltanto per attribuire giusti incentivi economici a chi li merita ma anche perchè contribuirà ad una riqualificazione della professione docente». Il governo ha investito 5 milioni di euro per i due progetti e 15 milioni per finanziare l’Invalsi, l’Istituto che appunto si occupa della valutazione nazionale dels sistema di istruzione.

Il primo progetto, Valorizza, destinato ai singoli professori si è concluso il 31 maggio scorso. Sonostati coinvolti in tutto 905 insegnanti di 33 scuole delle regioni Piemonte, Lombardia e Campania. Di questi 276, giudicati “ i migliori“ sia dai loro colleghi sia da studenti e famiglie sono stati premiati con una mensilità in più. I principi cardine del progetto sono stati: autovalutazione professionale, apprezzamento comprovato e condiviso all’interno di ciascuna scuola e apprezzamento dell’utenza. In ogni scuola è stato costituito un nucleo di valutazione composto da un dirigente scolastico e da due docenti eletti dal collegio docenti.

Ancora in piedi invece il progetto destinato agli istituti, il Vsq, ovvero Valutazione per lo sviluppo della qualità delle scuole, che interessa 77 istituti delle province di Arezzo, Mantova, Pavia e Siracusa, per un totale di circa 5. 600 docenti e 57mila famiglie. Due, in questo caso, gli elementi principali: la misurazione del miglioramento del livello di preparazione degli alunni attraverso test nazionali predisposti dall’Invalsi, e un’analisi valutativa condotta da commissioni formate dall’Agenzia nazionale per lo sviluppo e l’autonomia scolastica (Ansas).