La pastorale familiare rafforza nella fede e promuove le vocazioni

ROMA, martedì, 5 luglio 2011 (ZENIT.org).- Famiglie che condividono i pasti, pregano insieme e frequentano regolarmente ritiri forniscono la ricetta per una Chiesa piena di vera fede, sostiene un Vescovo dell’Ucraina.

Parlando all’associazione caritativa internazionale Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS), il Vescovo Stanislav Shyrokoradiuk, ausiliare della Diocesi di Kyiv-Zhytomyr, ha rivelato quanto sia fruttuoso il lavoro con le giovani famiglie.

“Vediamo che la nostra Chiesa è molto giovane”, ha spiegato. “Quando si guarda in una chiesa, è piena di giovani e di giovani famiglie. E’ un segno per la nostra Chiesa”.

Il presule ha descritto il modo in cui le famiglie partecipano a un programma permanente di formazione, affermando che “una volta al mese sei famiglie incontrano il loro sacerdote per pregare e discutere”, “e ogni famiglia ha il proprio programma di attività”.

I nuclei familiari, ha aggiunto, partecipano anche ad alcune iniziative tra un incontro e l’altro con il sacerdote, ad esempio la lettura del Vangelo per un minimo di cinque minuti al giorno, così come una volta a settimana c’è un dialogo familiare in cui genitori e figli parlano di qualche argomento che decidono di affrontare.

Per la formazione permanente delle famiglie, ha proseguito il Vescovo Shyrokoradiuk, sono fondamentali i ritiri annuali. “Vediamo quanta speranza apportano”, ha detto, “e abbiamo verificato grandi risultati”.

“Ogni anno abbiamo almeno due settimane programmate per questi ritiri familiari, e le famiglie partecipano con i figli”. “C’è un programma per i genitori, e vengono suore di varie congregazioni per portare avanti il programma per i bambini, che però sono sempre con i genitori”.

Per il Vescovo, questi ritiri permettono agli sposi di trovare del tempo per stare insieme, cosa non sempre facile visto il ritmo frenetico della vita di oggi.

“Le famiglie sono impegnate e hanno poco tempo per stare insieme, ma possono trovare questo tempo nel ritiro”, ha detto.

Sottolineando l’importanza di sostenere la vita familiare, ha descritto come un uomo abbia scritto per ringraziarlo dopo un ritiro dicendo: “E’ la prima volta che passo tanto tempo con mia moglie, i miei figli, la mia famiglia”.

Questi programmi, ha aggiunto il presule, promuovono anche le vocazioni in Ucraina, visto che la famiglia è la prima fonte di vocazioni.

“E’ un ottimo metodo di formazione, e queste famiglie poi producono vocazioni”. “Dobbiamo continuare a lavorare sulla formazione, e dove questo lavoro non viene svolto non vedremo nemmeno vocazioni”.

Sottolineando l’aumento delle vocazioni nella sua Diocesi, ha riferito ad ACS che ci sono più di 50 congregazioni femminili, e tutte hanno nuove vocazioni.

“E’ molto importante perché le loro preghiere ci aiutano. Nel mondo di oggi abbiamo particolarmente bisogno del loro aiuto spirituale”.

“La vita spirituale è importante”, ha concluso il Vescovo Shyrokoradiuk. “Ovviamente hanno sempre necessità materiali, e grazie a Dio ACS li aiuta”.

Aiuto alla Chiesa che Soffre finanzia il sostentamento di 20 suore benedettine e 12 carmelitane nella Diocesi e vari progetti fondamentali di costruzione e restauro di chiese e conventi.