Riflette sulle parole del Papa: “Anche i sacerdoti devono ricordarsi di pregare!”

CITTA’ DEL VATICANO, domenica, 14 giugno 2009 (ZENIT.org).- Con l’Anno Sacerdotale, che inizierà venerdì prossimo, Benedetto XVI cerca di imprimere nella Chiesa un rinnovamento basato sulla santificazione dei sacerdoti, soprattutto attraverso la preghiera, constata il portavoce vaticano.

Padre Federico Lombardi S.I., direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha compiuto un’analisi di questa iniziativa papale nell’ultimo editoriale del settimanale Octava Dies del Centro Televisivo Vaticano, del quale è direttore, lasciando spazio ad alcuni momenti della vita quotidiana del Santo Padre.

Quando riceve i sacerdoti, il Papa dona in genere un Rosario e dice loro: “Anche i sacerdoti devono ricordarsi di pregare!”. E aggiunge: “A me è successo più di una volta”.

“Queste parole mi sono tornate alla mente quando il Papa ha indetto l”Anno sacerdotale’ che sta per iniziare, nel 150° anniversario della morte di San Giovanni Maria Vianney, il Santo Curato d’Ars, splendido modello di spiritualità e di zelo per tutti i sacerdoti, soprattutto se impegnati nella pastorale”, riconosce il portavoce.

Padre Lombardi ricorda un altro degli avvertimenti lanciati pubblicamente dal Papa: “E’ sempre forte la tentazione di ridurre la preghiera a momenti superficiali e frettolosi, lasciandosi sopraffare dalle attività e dalle preoccupazioni umane”.

In questo contesto, il portavoce ricorda queste parole del Curato d’Ars: “Vi sono alcuni che sembrano dire così al buon Dio: ‘Ho soltanto due parole da dirti, così mi sbrigherò presto e me ne andrò via da te'”.

“Se il problema dell’unione con Dio si pone per tutti i cristiani, si pone in particolare per i sacerdoti, interpellati da ogni parte mentre il loro numero diminuisce o rimane piccolissimo di fronte alle attese”, osserva il sacerdote gesuita.

“Ovviamente, la santità dei sacerdoti è anzitutto una responsabilità loro, ma riguarda pure tutta la comunità dei fedeli. Bastano alcuni sacerdoti indegni a ferire profondamente la credibilità della Chiesa”.

“E d’altra parte la solidarietà spirituale della comunità è un sostegno fortissimo per la loro vita spirituale ed apostolica – conclude -. Insomma: l’Anno sacerdotale vale non solo per i preti, ma per tutti”.