Intervista al parlamentare europeo:“C’è il pericolo di creare uno stato nello stato”. Magdi Allam stronca il progetto cimiteriale del Comune.
Claudio Monti (La Voce di Romagna, 30 dicembre 2009)

RIMINI – Più realista del re e più islamista degli stessi islamici: è questo il comportamento dell’amministrazione comunale di Rimini in merito al progetto di destinare una parte del cimitero civico a musulmani e buddisti, o “acattolici” come dice palazzo Garampi nelle sue carte.

La stroncatura viene da uno che di islam se ne intende, il parlamentare europeo Magdi Cristiano Allam: “Molti amministratori – dice in un’intervista alla Voce – si propongono di soddisfare delle ipotetiche aspettative degli islamici prima ancora che questi le abbiano formulate”. Affiancare sottoterra fedi diverse, poi, è “un sotterfugio” o meglio “un tranello” che finisce per far confusione tra realtà incomparabili, e fra etnie e nazionalità della galassia musulmana che nelle sepolture seguono pratiche diverse. Allam vede il pericolo che attraverso iniziative come questa si crei “uno stato nello stato” con deroghe e binari giuridici paralleli rispetto al resto della popolazione, precisamente l’obiettivo delle frange fanatiche.

”Quello che mi risulta sempre più difficile da capire è l’atteggiamento di quegli italiani che sono più islamici degli islamici”. E’ il primo commento di Magdi Cristiano Allam, oggi parlamentare europeo, alla notizia che il Comune di Rimini ha previsto un’area per dare sepoltura a uomini e donne di fede musulmana e buddista. Magdì, che ha fondato il movimento ”Io amo l’Italia”, ha abbandonato l’Islam per abbracciare la fede della chiesa di Roma, e vive sotto scorta ferrea da anni. Spiega così il suo pensiero: ”Molti amministratori pubblici e politici si propongono di soddisfare delle ipotetiche aspettative degli islamici prima ancora che gli islamici stessi le abbiano formulate. Anzi, a volte questi ultimi le rifiutano”. Magdi Cristiano Allam si riferisce al fatto che in diversi casi le aree riservate agli islamici nei cimiteri italiani, non vengono utilizzate se non in minima parte dai musulmani, che non gradiscono commistioni di sorta: ”Questo è sicuramente il caso dei cimiteri, ma lo è anche di quell’altra idea, a dir poco stravagante, di Gianfranco Fini e di Massimo D’Alema, che vorrebbero introdurre l’insegnamento della religione islamica nella scuola pubblica italiana immaginando che in questo modo si rispetterebbero gli islamici. In realtà molti islamici in Italia sono assolutamente contrari a questa idea perché avrebbe la conseguenza di togliere dalle loro mani e dal loro controllo, l’insegnamento della religione islamica, che invece vogliono monopolizzare e mantenere all’interno delle loro moschee e dei centri nei quali indottrinano e dove praticano il lavaggio del cervello”.

Magdi si ferma un attimo e domanda: “Ma quanti buddisti ci sono a Rimini?” Immaginando già la risposta. Pochi, pochissimi. ”La mia sensazione è che il Comune abbia messo insieme buddisti e musulmani per un semplice sotterfugio, per evitare cioè che parlare della sola sepoltura degli islamici potesse acuire quelle suscettibilità che esistono e sono fondate fra la popolazione italiana. E questo sotterfugio di per sè fa riflettere”, commenta il parlamentare e giornalista nativo del Cairo. ”Ho il sospetto che i buddisti non abbiano nemmeno chiesto delle aree di sepoltura separate e chissà se lo hanno fatto i musulmani. In ogni caso sono due realtà incomparabili da tutti i punti di vista. Il problema si pone nei confronti degli islamici perché fondatamente la loro presenza solleva delle preoccupazioni. Non è casuale che proprio in queste ore sia tornato alla ribalta il ruolo delle moschee nella Gran Bretagna, quei luoghi ideologici che hanno portato al lavaggio del cervello l’aspirante terrorista suicida che ha cercato di farsi esplodere a bordo in un aereo americano”.

Magdi, come avviene la sepoltura per i musulmani? ”La salma viene avvolta in un lenzuolo bianco e sepolta con la testa rivolta verso la Mecca, direttamente a contatto con la terra, tanto per essere chiari non c’è la bara. Quindi una prassi che si discosta totalmente rispetto alla consuetudine della sepoltura in Europa e non solo”. Dove sta il problema di fondo a suo avviso? ”Nel fatto che la questione di un’area riservata alla sepoltura degli islamici, se posta in modo decontestualizzato, è un tranello. La sepoltura non può essere negata a nessuno, pena il tradire quell’umanità che deve caratterizzarci. Il problema non è tanto di uno spazio riservato alla sepoltura degli islamici. Va invece considerato l’insieme, ed è questo l’aspetto problematico, la presenza islamica in Italia e nel mondo, nel quale rientra anche la sepoltura”. Può spiegarci meglio? ”Le organizzazioni islamiche mirano a creare uno stato nello stato, e lo fanno attraverso le scuole, le moschee, gli enti finanziari, fino ad arrivare alle macellerie e ai cimiteri islamici. Nei confronti degli islamici si fanno delle deroghe e si prevede un binario giuridico particolare rispetto allo stato di diritto che vale per tutti. E’ qui che insorge la problematicità. Ecco perché inviterei il Comune di Rimini a contestualizzare il discorso e a non estrapolare il singolo fotogramma dall’insieme della sequenza filmica, perchè in questo modo si commette una scorrettezza nei confronti della popolazione”. Cosa intende esattamente? ”Se nella popolazione di Rimini c’è una legittima e fondata preoccupazione per la presenza della realtà islamica nel suo complesso, l’amministrazione deve essere onesta e considerare questo, non assumere delle iniziative a tranello come quella di affiancare l’area di sepoltura buddista a quella islamica”.

Non è anche sbagliato parlare genericamente di area per la sepoltura di musulmani, visto che sono molte e diverse fra loro le tradizioni e le ”fedi” nell’islam? ”Certamente sì. Va anzitutto tenuta presente la differenza sostanziale che esiste fra l’Islam in quanto Corano, l’insegnamento di Maometto, e i musulmani come persone che esprimono le loro specificità. Poi ci sono da considerare le peculiarità dei differenti paesi musulmani da cui provengono i cittadini di fede islamica, nei quali esistono modalità diverse di intendere e di praticare la sepoltura. Ad esempio in Arabia Saudita, dove l’ideologia waabita è predominante, è vietato rigorosamente il culto dei morti, non ci sono le lapidi nei luoghi di sepoltura, per evitare che chiunque possa pregare sul proprio caro estinto. Altrove,ad esempio in Egitto e Algeria, sulle tombe ci sono delle lapidi. Si è soliti parlare genericamente di musulmani, ma ci si riferisce ad un miliardo e 200 milioni di persone suddivise in una cinquantina di paesi e con differenze sostanziali l’uno dall’altro”.