Yasmin, Meliane, anche sui quotidiani si parla sempre più insistentemente dei pericoli dei contraccettivi: ictus e trombosi

da www.tempi.it

Yasmin, Meliane, anche sui quotidiani si parla sempre più insistentemente dei pericoli dei contraccettivi. Oggi, ad esempio, lo fa Repubblica (La battaglia della pillola. “Oggi più rischiosa di ieri”. L’Europa apre un’inchiesta), in cui si legge che «quando, il 14 dicembre, Marion Larat fece causa alla casa produttrice della sua pillola per attentato all’integrità umana” non sapeva quale reazione a catena internazionale avrebbe innescato» (tempi.it ve ne aveva parlato qui).

Il caso della Larat (25enne francese oggi invalida al 65 per cento a causa di un ictus causato da un contraccettivo) è «oggi sottoposto a procedura di riesame da parte dell’Ema, l’Agenzia europea che si occupa della sicurezza dei farmaci».
L’articolo prende in esame soprattutto i farmaci di terza generazione, quelli che paiono i più pericolosi per la salute: «Un’abbondanza di dati, pubblicati tra gli altri dal British medical Journal e divulgati dalla stessa Ema, dimostra che le pillole più recenti hanno un rischio di ictus e trombosi doppio rispetto a quelle di seconda generazione: 4 casi su 10 mila per ogni anno di utilizzo, rispetto ai 2 delle vecchie formulazioni. Il ministero della Salute francese ha annunciato che da fine marzo smetterà di rimborsare le donne che usano la terza generazione, invitando i medici a prescrivere di preferenza la seconda. Se l’Ema troverà fondata la richiesta di Parigi, gli altri paesi europei dovranno adattarsi a questa direttiva».

Il caso di Marion Larat non è isolato. Come scrive Repubblica, «il suo avvocato Philippe Courtois ha preannunciato che alla denuncia della ragazza si stanno per associare altre 30 donne, tutte tra i 17 e 1 48 anni, che per via della pillola sarebbero state col pile da ictus (15 casi), embolia polmonare (3 casi), trombosi venosa profonda o flebite. Una signora è morta, le altre sono rimaste invalide, in alcuni casi paralizzate ai quattro arti».

È vero che, come ha detto l’Ema, «il 99,95% delle utilizzatrici nell’arco di un anno non manifesta alcun effetto collaterale serio», ma perché le pillole di seconda generazione sono state sostituite da altre più insicure? Risposta banale: questioni di marketing. Solo che, dopo il clamoroso caso Bayer («la Bayer negli Usa ha pagato 750 milioni di dollari per 3.500 donne e ha ancora 3.800 giudizi da affrontare»), per le case farmaceutiche «il conto potrebbe però non chiudersi in attivo».