Massimo Introvigne

Piemonte: si avvicinano le elezioni e diventa sempre più difficile nascondere l’alleanza fra l’ultrasinistra dei Comunisti Italiani e di Rifondazione e la candidata di centro-sinistra alla presidenza della Regione Mercedes Bresso, sostenuta anche dall’UDC. I seguaci di Casini fanno circolare lettere dove ringraziano la Bresso per “avere escluso la sinistra radicale” dalla sua coalizione, ma è vero esattamente il contrario. Sulla scheda elettorale accanto al nome della Bresso e tra le liste che la sostengono, non lontano dallo scudo crociato dell’UDC, gli elettori piemontesi troveranno la falce e martello di Rifondazione e Comunisti Italiani. L’UDC farfuglia di accordi “soltanto tecnici” e di esclusioni dei comunisti duri e puri dalla giunta che verrà, ma gli accordi tecnici non sono previsti dalla legge elettorale e le giunte si fanno dopo, non prima delle elezioni. Nelle coalizioni o si è dentro o si è fuori, e i comunisti in Piemonte sono dentro.

La prova del patto di ferro che lega la Bresso e l’ultrasinistra comunista è la presenza nella “crème de la crème” dei suoi sostenitori, il listino della presidente, accanto a un paio di cattoliconi targati UDC, dell’uomo forte del mondo dei comunisti torinesi, Vincenzo Chieppa, segretario provinciale dei comunisti italiani, da mesi al centro di polemiche sulla stampa di Torino per l’opposizione alla TAV, gli elogi a Cuba e perfino alla Corea del Nord e il sostegno al boicottaggio dei prodotti israeliani. Ma c’è di peggio, soprattutto per l’UDC. Profittando dell’agitazione in tema di preti pedofili, il compagno Chieppa preme sull’acceleratore del laicismo e dell’anticlericalismo. Del resto, la federazione giovanile del partito da lui diretto a Torino offre assistenza gratuita ai giovinastri che, forti della sentenza europea, intendano staccare il crocifisso dalle aule della loro scuola. Il sito della sezione di Torino dei Comunisti Italiani “Dolores Ibarruri”, di cui Chieppa è ispiratore e regolare collaboratore, ci va giù piuttosto pesante. Benedetto XVI è raffigurato con il volto di Berlusconi e ribattezzato “Stramaledetto XVI”. E, dal momento che i comunisti da tanti anni pensano che non ci sia nulla di meglio delle poesiole per rieducare il popolo, al bersagliere piemontese si mette in bocca questa filastrocca che trova la rima giusta per “Vaticano”: “il mio schioppo è sempre caricato (a pepe e sale…), con un paio di schioppettate al deretano, glielo do io il potere temporale!”. Mai sottovalutare la vena poetica dei compagni. Se Vaticano fa rima con deretano, con che cosa farà rima Maroni? Risponde un’altra poesiola: “Laggiù nella Padania, terra di Bossi e di Maroni,
se il leghista tuona cantano cento e più coglioni”. Tornando a cose più serie, c’è anche un dialogo fra Benedetto XVI e Dio, in cui l’Altissimo si arrabbia perché durante le persecuzioni naziste Pio XII stava “a Castelgandolfo a piglia’ ‘l fresco” mentre Ratzinger aveva l'”uniforme da tedesco”.

Pura licenza poetica, naturalmente, perché Dio non esiste per il compagno saldamente piantato nel listino della Bresso e non sono esistiti neppure Gesù Cristo, la madonna (sempre scritta rigorosamente con l’iniziale minuscola) e neppure san Francesco. “Gesù, san Francesco o la madonna – spiega un manifesto riportato sul sito del compagno Chieppa – per noi sono astrazioni, figure mitologiche, né più né meno di Giove, Bacco e Artemide”. “Scomunicateci. Siamo atei”, conclude il manifesto. Consapevoli che facendo la croce sull’UDC voteranno automaticamente anche la Bresso, il suo listino e il compagno Chieppa alla scomunica provvederanno, a breve, gli elettori del partito di Casini.

Fonte: Facebook