Giovanardi: progetto in dieci capitoli che rivoluzionerà le politiche familiari in Italia
di Luciano Moia
Tratto da Avvenire dell’11 novembre 2010

Il piano nazionale per le politiche familiari in Italia è pronto. La nuova bozza del progetto esce dalla Conferenza nazionale – che si è chiusa ieri sera a Milano – ampliato e arricchito da tanti stimoli frutto del lavoro di esperti, associazioni, operatori pubblici, docenti, esponenti del volontariato. Il documento adesso è pronto per essere sottoposto al Consiglio dei ministri e alle parti sociali. Un passaggio doveroso che consegnerà al Paese, con questo Governo o con quello che verrà, il Piano che manca da sempre e che dovrebbe aprire la strada al definitivo riconoscimento della cittadinanza sociale della famiglia. L’annuncio è arrivato ieri sera dal sottosegretario Carlo Giovanardi, responsabile del Dipartimento per le politiche familiari: «Il Piano offrirà lo spunto per rifondare lo Stato sociale a partire dai nuclei familiari.

L’intera spesa andrà ripensata sulla base di una riforma fiscale che si faccia carico di razionalizzare le risorse esistenti». Non si tratta quindi di aggravare un bilancio già traballante, ma di puntare con decisioni sulla famiglia che il Governo considera priorità assoluta». In altre parole i circa 14-15 miliardi di euro che, si calcola, saranno necessari per varare il «Fattore famiglia’ – il progetto fiscale sorto per iniziativa del Forum delle associazioni familiari dalle ceneri del vecchio ‘Quoziente’ – non andranno ad aggiungersi alla già rilevantissima spesa sociale del nostro Paese, ma saranno reperiti con un’operazione di equità sociale. «Se la famiglia è la realtà in cui vivono i figli, cioè il futuro e la speranza dell’intero Paese – ha spiegato Giovanardi – dobbiamo caricare su altri soggetti le tasse di cui la famiglia stessa sarà alleggerita. E gli altri sono le persone, nuclei senza figli o singoli, che hanno scelto di non puntare sul quel capitale sociale che sono i figli». Non si tratta, ha ribadito il sottosegretario, di tornare a quella ‘tassa sul celibato’ imposta nel Ventennio fascista, ma di riconoscere che chi si assume responsabilità di rilievo sociale ha diritto a prerogative più importanti rispetto a chi, altrettanto liberamente, sceglie in modo diverso. Giovanardi ha citato il modenese Ermanno Gorrieri, tra i fondatori della Cisl e per lunghi anni deputato dc, che era solito ripetere: «La più grande ingiustizia è trattare in modo uguale realtà diverse». Ma come sarà il Piano Famiglia uscito rimodellato e riprogettato in molte parti dalla Conferenza nazionale? «Non siamo partiti da zero. Abbiamo costruito un percorso prendendo spunto dalle tante realtà positive già esistenti sul territorio». Giovanardi ha citato il «Quoziente Parma» e le oltre 50 amministrazioni comunali che hanno già deciso di aderire all’iniziativa riformulando le tariffe sulla base del numero dei figli. Altrettanto importanti le indicazioni emerse dai dieci gruppi tematici (come riferiamo nella pagina accanto) e che costituiranno il nucleo portante di altrettanti capitoli del nuovo documento. Ma suggerimenti e indicazioni arriveranno anche dalle realtà sociali e dalle associazioni. A proposito della conciliazione tra tempi del lavoro e della famiglia, il responsabile del Dipartimento per le politiche familiari ha ricordato le richieste del Moica (Movimento italiano casalinghe) e ha ribadito – come già previsto anche dal Forum – che nel Piano dovrà in qualche modo essere riconosciuto il lavoro familiare dei circa 5 milioni di donne che hanno deciso di operare esclusivamente nella propria realtà domestica.