Da alcuni mesi i due prefetti cercano di far cadere le sanzioni contro l’ateneo per far sì che esso possa continuare a fregiarsi dei titoli di “cattolico” e “pontificio”

ANDRÉS BELTRAMO ÁLVAREZ

da Vatican Insider

La riunione dei prefetti Müller e GrocholewskiSull’ateneo “ribelle” grava una sanzione emessa dalla Santa Sede. Per volontà del Papa, infatti, l’università  di Lima non può usare più i titoli di “Pontificia” e “Cattolica”. Tutti i suoi professori di teologia sono inabilitati. Ma nulla di tutto ciò ha impedito che arrivasse il sostegno di due personaggi di altissimo livello in Vaticano: i prefetto delle congregazioni per la Dottrina della Fede e per l’Istruzione Cattolica, Gerhard Ludwig Müller e Zenon Grocholewski. Lo scorso venerdì 22 febbraio, a solo sei giorni della fine di questo Pontificato, entrambi i prefetti hanno ricevuto in udienza il rettore dell’università, Marcial Rubio Correa, e il vicerettore accademico, Efraín Gonzales de Olarte. C’erano anche i segretari della Dottrina della Fede, Luis Francisco Ladaria, e dell’Istruzione Cattolica, Angelo Vincenzo Zani. L’appuntamento è stato pubblicizzato sul sito web dell’ex Pontificia Università Cattolica del Perù, con tanto di fotografia. Ma nessun riferimento al contenuto di questa «cordiale conversazione», come è stata definita in una breve nota. L’incontro è stato una sorpresa per  molti all’interno della  Curia romana. Tutto sembrerebbe indicare che il meeting sia avvenuto senza il consenso della Segreteria di Stato. Una disobbedienza, va da sé, che sarebbe clamorosa. Sopratutto dopo la riunione di alto livello che si è svolta nei primi giorni di febbraio e nella quale il prefetto Müller ha ricevuto alcuni rimproveri. Si trattava di una riunione tra diversi dicasteri, convocata dal Segretario di Stato, cardinale Tarcisio Bertone, il cui obiettivo era quello di analizzare la validità di una lettera inviata (alla fine di gennaio) dal “custode dell’ortodossia” all’ arcivescovo di Lima e grande cancelliere dell’università, Juan Luis Cipriani Thorne. Nella lettera il prefetto pretendeva di invalidare la decisione di Cipriani di non rinnovare a tutti i professori del Dipartimento di Teologia dell’università il permesso ecclesiastico di tenere lezioni. Ma la missiva era partita con il piede sbagliato. Perché non rispettava nessuno dei requisiti di una comunicazione ufficiale, né dal punto di vista formale né dal punto di vista giuridico. E non a caso, la riunione tra i vari dicasteri l’avrebbe poi invalidata. L’esito di questa analisi è stata la lettera che la Santa Sede ha inviato in Perù, nella quale veniva affermato che la decisione presa dall’arcivescovo di non concedere il permesso per insegnare teologia cattolica presso l’ateneo era assolutamente legittima. Il tutto ha come fondamento la sanzione applicata con l’approvazione del Papa. Sanzione con piena validità giuridica, nonostante la tenace ostinazione dell’Assemblea Universitaria che non vuole non riformare i propri statuti per adeguarsi alle normative vaticane sulle istituzioni d’istruzione superiore cattoliche: la costituzione apostolica “Ex Corde Ecclesiae”. Da alcuni mesi, confermano fonti di Vatican Insider, Müller e Grocholewski cercano di far cadere la sanzione contro l’università per far sì che essa possa ancora vantare i titoli di cattolica e pontificia. Sull’argomento hanno avuto una fitta comunicazione entrambi i prefetti con il preposto generale della Compagnia di Gesù, Adolfo Nicolás Pachón.