Al Meeting si discute di lavoro: opportunità, vocazione o condanna?

di Antonio Gaspari

RIMINI, lunedì, 24 agosto 2009 (ZENIT.org).- Grande successo di partecipazione e di interesse all’incontro, svoltosi domenica 23 agosto al Meeting di Rimini, sul tema “Lavoro: opportunità o condanna?”.

Dario Odifreddi, presidente della Fondazione Piazza dei mestieri e responsabile del dipartimento lavoro e formazione della Fondazione per la sussidiarietà, ha sottolineato che il lavoro è il modo in cui l’uomo utilizza i propri talenti per trasformare la realtà e per costruire il proprio futuro e quello della propria famiglia e comunità.

Simona Beretta, docente di politiche economiche internazionali all’Università Cattolica del Sacro Cuore, ha rilevato che pur essendo il lavoro la questione centrale dell’economia è “la parola  meno pronunciata anche se è indispensabile per uscire dalla crisi”.

Come soluzione alla crisi la docente della Cattolica ha sostenuto che bisogna “riprendere la strada dello sviluppo” sottolineando che il lavoro “è una vocazione”.

“Il lavoro – ha precisato la Beretta – non è un semplice fare, ma un agire, un prendersi gli spazi di libertà”, per questo – ha aggiunto – il lavoro non è una condanna ma una presa di coscienza di “libertà e responsabilità”.

In merito al progresso, secondo la docente della Cattolica, “lo sviluppo è progredire nel benessere”.

“L’essere amati – ha sottolineato – il sentirsi curati e stimati, l’essere trattati con sincerità. Insomma sperimentare relazioni di carità e verità è un bene per tutta la società”.

A queste considerazioni si è agganciato Ivan Guizzardi, Segretario Generale della  FeLSA Cisl, il quale ha spiegato che “il mondo del lavoro cambia se cambia lo sguardo alle persone”.

“Un disoccupato – ha constatato – lasciato solo a se stesso entra in depressione, non ce la fa. Occorre una compagnia: persone che insieme tentano di dare delle risposte alla crisi”.

A questo proposito Guizzardi ha parlato del contratto di secondo livello che sono riusciti a far accettare, dove “ad ogni aumento dello sviluppo dell’azienda corrisponde un aumento del salario”.

Della condizione della donna e del rapporto tra lavoro e cura della famiglia ha parlato invece Lorenza Violini, docente di Diritto Costituzionale all’Università Statale di Milano, secondo cui “è essenziale la presenza della donna in famiglia. Occorrono politiche che sostengano attraverso reti di solidarietà le famiglie. Servizi per l’infanzia, detrazioni fiscali per figli a carico ecc.”

A queste richieste ha riposto il Ministro delle Pari opportunità, Mara Carfagna, la quale ha ricordato che il Governo in carica ha stanziato 40 milioni di euro per politiche di sostegno alle madri che lavorano.

La Carfagna ha ribadito che “la donna è perno della famiglia. Investire sulle donne è investire su un tassello  fondamentale per la società. C’è una ricchezza nascosta in Italia e questa ricchezza è il lavoro delle donne”.

“Abbiamo cercato – ha aggiunto il Ministro – di fare in modo che la donna riesca a conciliare lavoro e vita famigliare. Per questo abbiamo consentito il diritto di maternità anche alle lavoratrici precarie”.

“Noi crediamo – ha concluso la Carfagna – che chi fa un figlio, non sia un ostacolo, ma un benefattore della società”.