Messa celebrata dal Pontefice nella Domus Sanctae Marthae • I cristiani “satelliti” non fanno crescere la Chiesa
Tratto da L’Osservatore Romano del 21 aprile 2013

Una Chiesa fatta da cristiani liberi dalla tentazione di mormorare contro Gesù “troppo esigente”, ma soprattutto liberi “dalla tentazione dello scandalo”, è una Chiesa che si consolida, cammina e cresce sulla strada indicata da Gesù. È per questa Chiesa che, sabato mattina, 20 aprile, Papa Francesco ha chiesto di pregare durante la messa celebrata nella cappella della Domus Sanctae Marthae. Erano presenti una ventina di volontari che lavorano nel dispensario pediatrico Santa Marta in Vaticano e numerose famiglie. Tra i concelebranti monsignor Antonius Lambertus Maria Hurkmans, vescovo di ‘s-Hertogenbosch, Bois-le-Duc, Paesi Bassi, e il suo ausiliare e vicario generale monsignor Robertus Gerardus Leonia Maria Mutsaerts.

L’esortazione del Pontefice è stata la conclusione della riflessione sulle letture della liturgia del giorno proposta all’omelia. “Il brano del libro degli Atti degli apostoli (9, 31-42) – ha esordito – ci racconta una scena della Chiesa, che era in pace. Era in pace in tutta la Giudea, la Galilea e la Samaria. Un momento di pace. E dice anche questo: “Si consolidava, camminava e cresceva””. Si trattava di una Chiesa che aveva subito la persecuzione ma che in quel periodo si rafforzava, andava avanti e cresceva. Papa Francesco ha puntualizzato che è proprio questa la vita della Chiesa, che “deve andare così: consolidarsi, camminare e crescere”. E perché ciò sia possibile, “dobbiamo fare patti, dobbiamo fare negoziati, dobbiamo fare tante cose, no?”.

Ma – si è chiesto il Pontefice – come si consolida, cammina e cresce? “Nel timore del Signore e con il conforto dello Spirito Santo” è stata la sua risposta. Questo è l’ambito in cui si muove la Chiesa, l’aria che respira “camminando nel timore del Signore e con il conforto dello Spirito Santo”. E questo è proprio ciò che “Dio all’inizio aveva chiesto al nostro padre Abramo: “Cammina nella mia presenza e sii irreprensibile”. È uno stile della Chiesa. Camminare nel timore del Signore. È un po’ il senso dell’adorazione, la presenza di Dio, no? La Chiesa cammina così e quando siamo in presenza di Dio non facciamo cose brutte né prendiamo decisioni brutte. Siamo davanti a Dio. Anche con la gioia e la felicità. Questo è il conforto dello Spirito Santo, cioè il dono che il Signore ci ha dato. Questo conforto ci fa andare avanti”.

Il Papa ha poi fatto riferimento al Vangelo di Giovanni (6, 60-69) nel quale si leggono espressioni particolari sorrette da due verbi: mormorare e scandalizzare. “Molti dei discepoli di Gesù – ha notato – cominciarono a mormorare e a scandalizzarsi. Mormorare e scandalizzare”. Alcuni si sono allontanati dicendo: “”quest’uomo è un po’ speciale; dice delle cose che sono dure e noi non possiamo… È un rischio troppo grande andare su questa strada. Abbiamo buon senso, eh? Andiamo un po’ indietro e non tanto vicino a lui”. Costoro, forse, avevano una certa ammirazione per Gesù, ma un po’ da lontano: non immischiarsi troppo con questo uomo, perché dice delle cose un po’ strane. Costoro non si consolidano nella Chiesa, non camminano alla presenza di Dio, non hanno il conforto dello Spirito Santo, non fanno crescere la Chiesa. Sono cristiani soltanto di buon senso: prendono le distanze. Cristiani, per così dire, satelliti, che hanno una piccola Chiesa, a propria misura. Per dirlo con le parole proprie di Gesù nell’Apocalisse, “cristiani tiepidi””.

La tiepidezza che viene nella Chiesa è quella di chi cammina soltanto seguendo il proprio buon senso, che spesso coincide con il senso comune. Sono coloro che camminano con una prudenza che il Papa non ha esitato a definire “prudenza mondana”, una tentazione per molti. “Penso – ha aggiunto il Pontefice – a tanti dei nostri fratelli e sorelle che in questo momento, proprio in questo momento, danno testimonianza del nome di Gesù, anche fino al martirio. Questi non sono “cristiani satelliti”: questi vanno con Gesù, sulla strada di Gesù. Questi sanno perfettamente quello che Pietro dice al Signore, quando il Signore gli fa la domanda: “Anche voi volete andare, essere “cristiani satelliti?”. Gli rispose Simon Pietro: “Signore da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna”. Così da un gruppo grande, diventa un gruppo un po’ più piccolo, ma di quelli che sanno perfettamente che non possono andare da un’altra parte, perché soltanto Lui, il Signore, ha parole di vita eterna”.

Andare con Gesù, dunque, senza timore sulla strada da lui indicata. È l’invito di Papa Francesco che al termine dell’omelia ha chiesto di pregare durante la messa “per la Chiesa, perché continui a crescere, a consolidarsi, a camminare nel timore di Dio e con il conforto dello Spirito Santo. Che il Signore ci liberi dalla tentazione di quel “buon senso”; dalla tentazione di mormorare contro Gesù, perché è troppo esigente; e dalla tentazione dello scandalo”.