Ecco queste parole stanno invadendo il nostro quotidiano vivere e forse non ci resta che l’ironia, quale magra consolazione e via possibile contro l’imperare dei luoghi comuni e per cercare di frantumare il muro di silenzio e disinteresse di tutti, specie della politica verso la pseudo solidarietà.

Ma cosa é il bene ? Cosa è il bene comune? Il bene si presume essere una condizione necessaria per lo sviluppo delle relazioni fra i popoli nel campo della questione sociale, del diritto, soprattutto dell’etica ed è un impegno che interpella ciascuno di noi su cui si gioca il destino del n/s Paese. Ma è il bene comune molto importante per riconoscere il n/s prossimo.

Il n/s prossimo sono quelle persone che ci stanno accanto nel nostro vivere quotidiano, o che incontriamo nelle strade delle nostre città, dei nostri paesi, delle nostre borgate, ma lo sono soprattutto quanti sono “lontani” ed “emarginati”, specie quelli sofferenti e tutti coloro che una azione sociale e politica molto spesso dimentica quale palese ingiustizia.

Ormai è invalsa la parola : per il bene  dell’Italia, per il bene della famiglia, per il bene comune !

Il vero nodo del problema, è la disattenzione, il disinteresse, il silenzio “rumoroso” delle n/s Istituzioni ed il profilo sociale del n/s Stato, che si definisce civile e democratico, ma non applica il principio sancito dall’art.32 della Costituzione nel quale tutti, in quanto esseri umani, abbiamo il diritto “al rispetto della persona umana”, ad una”vita dignitosa”.

La solidarietà, parola magica usata a proposito o ad altra simile allocuzione, è fatta di azioni, non di sole parole ed il bene per il nostro prossimo ed il bene comune devono essere indirizzati verso la società, verso la gente e principalmente verso la famiglia, la quale non è considerata nell’insieme dei suoi componenti, specie quella che “vive” situazioni di abbandono.

E’ famiglia, e lo ripeto fino alla noia, quella che continua a mantenere la promessa di fedeltà reciproca dei coniugi, quella che continua a farsi carico dei propri figli, quella che continua ad aiutare i propri genitori anziani, ma è anche famiglia quella che continua a curare i propri membri malati sia nel corpo che nella psiche.

Per la persona-sofferente, a volte, si può notare in genere che il rispetto per gli animali (verso cui abbiamo la massima comprensione e benevolenza) supera l’interesse verso l’uomo, collocando i primi nella serie A ed il secondo nella serie B della considerazione e dell’etica sociale. Insistiamo affinché la politica consideri la dignità umana, anzi, che il bene verso ogni persona malata o non sia una priorità, come abbiamo insistito in una nota a margine della “Conferenza Nazionale sulla famiglia”svoltasi a Milano a Novembre 2010 voluta dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per le politiche della famiglia.

La “vicinanza” nei confronti dei cittadini non deve solo soffermarsi nell’evidenziare l’aspetto dei problemi di vita, ma anche la difesa della dignità dell’uomo, anche di quello sofferente, della persona bisognosa, dove le iniziative non coordinate sono totalmente inefficaci e dove insiste la logica gattopardesca del cambiare tutto purché nulla muti.

Guardando il volto affranto non di una sola madre, ma di molteplici madri, padri, figli, irradiate spesso dalla TV vittime delle irresponsabili folli vicende quotidiane, pensiamo di dover dire e ripetere la carenza di visualità della vita del prossimo e quella  di ogni persona.

Siamo nella civiltà che si dice figlia del progresso, figlia di una cultura illuminista, figlia del diritto positivo, figlia della democrazia che esalta la ragione slegata e libera dal giogo della dittatura, ma nel frattempo siamo nell’era della presunzione.

Devo ricordare che spesso la Chiesa ed i suoi Vescovi sollevano la tematica del dolore umano, specie sul senso del dovere dei cristiani di farsene carico in qualunque situazione esso si presenti.

Queste nostre modeste considerazioni, fuori da ogni riferimento politico, vorrebbero aprire un dialogo con chiarezza con le Istituzioni, con la politica, con il Governo affinché nessuno si senta offeso, ma chieda alla propria coscienza se ha dato risposte sbagliate a problemi veri, se per il bene dell’Italia, della famiglia. del bene comune è coerente con quanto dice e lo confessi a tutti, specie a quel mondo cattolico ( vero! e non politico), a quel mondo della sofferenza che è silenziosa, poiché tutti insieme possiamo portare il bene comune a tutti, senza sventolare la bandiera dell’ipocrisia, certi come noi che ci riteniamo fuori dal coro, ma accanto alle persone in difficoltà ed ai loro familiari.

Previte

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