di Marcello Veneziani
Tratto da Il Giornale

Corrado Augias auspicava ieri il divorzio veloce, segno di progresso. Io vorrei ricordare che il divorzio più breve vige nel Paese più antimoderno, l’Iran.

Là è possibile sposarsi e separarsi nell’arco di una giornata davanti al mullah; anzi è possibile chiudere con le persiane nel giro di un’ora. In Iran puoi sposarti in due modi: uno classico, col divorzio come facoltà esclusiva del maschio, a cui affidano i figli oltre i due anni. Divorzio facile e nozze ripetute fino a tre volte con la stessa sposa, perché all’adulterio gli iraniani preferiscono il ripudio, con riassunzione della moglie a tresca finita. Ma in Iran puoi sposarti a orologeria, da un’ora a 99 anni.

L’uomo può sposarsi nel contempo con più donne in virtù della poligamia; la donna no, uno alla volta per carità. Il matrimonio a tempo serve per testare la vita coniugale o per farsi un week end in coppia ed essere accettati in albergo; anche un flirt dev’essere ratificato dall’autorità religiosa. Infine le nozze con disco orario servono a legalizzare la prostituzione e garantire i suoi utenti. Una donna di piacere deve passare dal visto religioso del mullah e non dal pappone. Si prostituisce, ma col chador.

La donna iraniana in pubblico è castigata ma in casa usa ardite lingerie. Anche l’eros è sotto regime teocratico. Nel contratto nuziale devi indicare la durata e cosa dai in cambio. Anche pegni simbolici: libri di poesie, fasci di rose. Un’ora sola ti vorrei. Pensavate di trovare l’America dei divorzi rapidi e invece sbarcate nell’Iran degli ayatollah.