di Andrea Tornielli
Tratto da Sacri Palazzi, il blog di Andrea Tornielli, il 17 aprile 2011

Che cosa ci può essere di peggio di un vescovo che ammetta di aver abusato sessualmente di un suo nipote?

Un vescovo che – nonostante gli sia stato chiesto di stare in silenzio e in preghiera in attesa della decisione definitiva di Roma – vada in Tv a dire di aver abusato anche di un secondo nipote, profondendosi in particolari e soprattutto dando a intendere di non aver percepito la gravità e la portata delle sue azioni. E’ paradossale quello che sta accadendo in Belgio, dopo le dimissioni del vescovo di Bruges, Roger Vangheluwe, costretto a lasciare la diocesi nel momento in cui stava per diventare pubblica la storia di abusi sul nipote. Rimasto in varie località segrete, nel paese e fuori dal paese, Vangheluwe è riapparso sui teleschermi.

“Non ho affatto l’impressione di essere un pedofilo. Era come una storiella. Non avevo l’impressione che mio nipote si opponesse, al contrario”, ha detto il prelato intervistato dalla televisione fiamminga Vt4. Nell’intervista Vangheluwe entra in alcuni dettagli degli abusi sul primo nipote. “Come è iniziato? Come in tutte le famiglia: quando venivano in visita i miei nipoti dormivano con me. E’ iniziato come un gioco con un ragazzo. Non è mai stata una questione di abuso o di violenza fisica. Non mi ha mai visto nudo e non c’è stata penetrazione”. E ha aggiunto: “Non aveva nulla a che fare con la sessualità. Mi sono spesso occupato di bambini e non ho mai sentito la minima attrazione. C’era un’intimità che si instaurava”. Ad ogni modo, “non ero consapevole che ciò avesse un simile impatto su mio nipote. Credevo si trattasse di cose superficiali”.

Ecco, la giustificazione che facendo quello che ha fatto ai nipoti Vangheluwe non percepiva di star facendo loro del male, cioè qualcosa che li avrebbe segnati per la vita, è ciò che più sorprende e ferisce. I vescovi belgi hanno espresso tutta la loro sorpresa e tutta la loro disapprovazione per l’mprovvida uscita dell’ex collega. E lo stesso ha fatto il direttore della Sala Stampa vaticana, padre Lombardi.

C’è da augurarsi che le decisioni in Vaticano sulla sanzione da infliggere al vescovo dimissionato vengano prese al più presto, e siano pienamente conformi all’atteggiamento dimostrato da Benedetto XVI in questi anni.