di Andrea Sartori (Insegnante) da Protagonisti Per L’europa Cristiana
Il patriarcato di Mosca si è detto solidale con Roma riguardo la sentenza sul crocifisso. I rapporti tra cattolici e ortodossi non furono facili sotto il pontificato di Giovanni Paolo II. A tutt’oggi quella ortodossa è la seconda confessione cristiana in Italia, e la riconciliazione tra le due grandi confessioni potrebbe essere, dal punto di vista identitario, un passo importante per le radici d’Europa

Il patriarcato di Mosca si è dichiarato “totalmente solidale” col Vaticano e il governo italiano in merito alla sentenza della Corte di Strasburgo che condanna l’esposizione di simboli religiosi. Potrebbe essere uno dei non pochi passi di riavvicinamento tra le due grandi confessioni cristiane.

Questa è la posizione della Chiesa ortodossa russa nelle parole dell’arcivescovo Ilarion, presidente del Dipartimento per le Relazioni Esterne del Patriarcato di Mosca che, commentando la sentenza della Corte per i diritti umani di Strasburgo: “Siamo totalmente solidali con la Chiesa cattolica  e il governo – dichiara l’arcivescovo in un incontro con la stampa straniera ieri 11 novembre -, che si sono già pronunciati sullaa vicenda”.

La posizione della Chiesa ortodossa russa in merito è anche identitaria: “‘La Corte europea non ha il diritto di privare l’Europa di uno dei suoi simboli” ha ricordato il “ministro degli Esteri” del Patriarcato di Mosca ricordando inoltre le “radici cristiane d’Europa”.

IL GRANDE SCISMA

Il cosiddetto “Grande Scisma” definito “d’Oriente” dai cattolici e “dei Latini” dagli ortodossi fu l’evento che per la prima volta spezzò l’Europa cristiana nei due tronconi cattolico e ortodosso. L’evento culmine fu la reciproca scomunica, avvenuta nell’anno 1054, tra il papa Leone IX e il patriarca di Costantinopoli Michele I Cerulario, ma questo fatto non fu che il risultato di anni di progressivo distanziamento tra le due Chiese. Alla base di questa spaccatura vi sono due dispute: una di sapore strettamente dottrinale che riguarda l’ambito trinitario: la cosiddetta questione del Filioque, vale a dire l’aggiunta della frase riguardante il Figlio, da parte dei Latini, nella parte riguardante lo Sprito Santo contenuta nel Credo niceno-costantinopolitano. la seconda questione riguarda l’autorità pontificia, cui gli ortodossi riconoscono un primato solo onorario. Infatti le chiese ortodosse sono organizzate in Chiese autocefale di norma elevati a rango di patriarcati. Le Chiese ortodosse ritengono “eretica” la Chiesa cattolica, oltre che per la questione del Filioque, anche per alcune innovazioni introdotte da Pio IX, come la dottrina dell’infallibilità papale ex cathedra e quella riguardo l’Immacolata Concezione. La Chiesa cattolica invece ritiene gli ortodossi scismatici, non eretici.

DIFFUSIONE, CADUTA, RINASCITA DELL’ORTODOSSIA

Attualmente gli ortodossi sono la terza maggiore confessione cristiana e vantano circa 250 milioni di fedeli sia in Oriente che in Occidente. Le chiese ortodosse si dividono in chiese ortodosse calcedoniane, cioè che hanno accettato il Concilio di Calcedonia del 451, e chiese ortodosse non calcedoniane, o antico-orientali. Alle prime appartengono i patriarcati autocefali di Coatantinopoli (il cui patriarca, successore di Andrea fratello di Pietro, è definito ecumenico e ha una sorta di primato onorario), Mosca, Antiochia, Alessandria d’Egitto (retta dal successore dell’evangelista Marco) e Gerusalemme, oltre alle varie chiese autocefale nazionali, come la greca, la serba, l’ortodossa o la rumena.  Tra le seconde annoveriamo la Chiesa copta ortodossa d’Egitto, la Chiesa ortodossa etiopica, la Chiesa assira, la Chiesa ortodossa siriaca e la Chiesa apostolica armena.

L’ Ortodossia è la confessione maggioritaria in Russia, in molte ex repubbliche sovietiche ed ex Stati del Patto di Varsavia e in Grecia. Durante la sua storia l’ortodossia ha subito gravi perdite. Dal 1054 religione ufficiale dell’Impero romano d’Oriente, vide l’attacco cattolico culminare nel celebre assedio di Costantinopoli del 1204. Ma le perdite più gravi le subì da parte dell’islam, in particolare quando nel 1453 i Turchi di Maometto II conquistarono la “seconda Roma” Costantinopoli islamizzandola a forza e sostituendo l’Impero ottomano a quello bizantino. Tutt’oggi in Turchia gli ortodossi sono 64.000 su una popolazione di 70 milioni. L’altro attacco fu portato dal marxismo-leninismo, che divenne “religione di Stato” dal 1917 in Russia, che era il più grande Stato ortodosso dalla caduta di Costantinopoli, e dopo gli accordi di Yalta nei Paesi a est di Berlino, molti dei quali a maggioranza ortodossa. Dopo il crollo del muro di Berlino l’ortodossia  sta rifiorendo in Russia e nei suoi ex satelliti.

LA STRADA VERSO LA RICONCILIAZIONE COI CATTOLICI

L’evento che segna l’inizio della riconciliazione tra cattolici e ortodossi è lo storico incontro avvenuto il 5 gennaio 1964 tra il papa Paolo VI e il patriarca ecumenico di Costantinopoli Atenagora I, con una Dichiarazione di riconciliazione che segna il primo documento comune dal 1054. La Dichiarazione comune cattolico-ortodossa fu letta contemporaneamete il 7 dicembre 1965 a Roma in un incontro nell’ambito del Concilio Vaticano II e in una cerimonia a Costantinpoli. Nel 1979 il successore di Paolo VI, Giovanni Paolo II, si recò in visita al successore di Atenagora I, Demetrio I. Il 1 dicembre 1989 Giovanni Paolo II riceve in Vaticano il segretario del Partito comunista sovietico Mikahil Gorbacev e riceve l’invito a recarsi in Russia. Un viaggio che il Papa polacco non riuscirà mai a compiere, nemmeno dopo il crollo dell’Unione Sovietica. Se i rapporti col patriarcato ecumenico proseguiranno, quelli col patriarcato di Mosca subiranno un brusco stop a causa della questione delle chiese uniati, ovvero le chiese che seguono il rito bizantino ma riconoscono il primato papale. Il patriarca Alessio II accuserà sempre il papa polacco di aver mandato missionari cattolici in Russia. Wojtyla compirà ulteriori gesti, come la restituzione di alcune reliquie, tra cui la celebre icona della Madonna di Kazan, che i russi avevano invocato contro Napoleone. La tensione si allenta con Benedetto XVI, che Alessio II stima profondamente.

GLI ORTODOSSI IN ITALIA

Secondo la stima ricavata dal Dossier 2008 della Caritas /Migrantes gli ortodossi risultano la seconda confessione cristiana in Italia dopo quella cattolica e la terza religione per numero di aderenti dopo la cattolica e la musulmana. La stima degli ortodossi è molto vicina, però, a quella dei musulmani: i primi sono stimati essere 1.187.130, mentre i secondi sarebbero 1.293.704. Il trend dell’immigrazione in Italia vede, in questi ultimi anni, un incremento dell’immigrazione dall’Europa dell’Est (in particolare dalla Romania), quindi da zone prevalentemente ortodosse, mentre in questo ultmo anno gli sbarchi, che portano in Italia molti immigrati di fede musulmana (anche molti di fede cristiana), hanno inciso solo per l’1%. Il peso dell’ortodossia è destinato a crescere anche politicamente, dovuto alle sempre più strette relazioni russo-italiane. Basti pensare alla consegna della chiesa di San Nicola di Bari in mano russa: le trattative furono avviate il 14 marzo 2007 in occasione della visita di Vladimir Putin in Italia, mentre la donazione formale, che avrebbe dovuto aver luogo il 6 dicembre 2008, fu posticipata al 1 marzo 2009 a causa della morte del patriarca Alessio II. Il progressivo ingresso di Paesi di fede ortodossa nell’Unione europea renderà sempre più importante la cultura ortodossa nel Vecchio Continente. Gli Stati ortodossi membri dell’Unione europea sono Grecia e Romania. ma vi sono significative minoranze anche in altri Paesi.

ORTODOSSIA  E  IDENTITA’ EUROPEA

L’Europa che “respira a due polmoni”, per usare le parole di Giovanni Paolo II, ha nell’ortodossia una importante spinta verso le radici cristiane. La cultura ortodossa, in particolar modo quella russa, ha dato importanti pensatori e scrittori profondamente cristiani: i nomi più celebro sono quelli di Fedor Dostoevskij e Aleksandr Soznenicyn, ma non bisogna dimenticare anche filosofi che diedero importanti contributi al pensiero cristiano quali Pavel Florenskij e Vladimir Solov’ ev. Anche nel campo delle arti figurative l’ortodossia ha dato contributi importanti, e in particolar modo proprio nell’arte sacra. Le icone sono una parte fondamentale dell’arte cristiana, e bisogna ricordare alcuni grandi pittori sconosciuti all’Occidente quali Andrei Rublev (cui il regista Andrei Tarkovskij dedicò un celebe film). Quindi la solidarietà ortodossa a Roma, che può essere il preludio ad un possibile riavvicinamento, è fondamentale dal punto di vista identitario

IL PROBLEMA POLITICO

Il problema che si pone con il più grande Paese ortodosso, vale a dire la Russia, è di sapore politico. La Chiesa ortodossa è tornata ad essere importante nella vita russa, e dopo la caduta dell’ateismo di Stato l’ortodossia, guidata dal carismatico patriarca Alessio, ha ripristinato la sua influenza sociale. Lo stesso Vladimir Putin, ex uomo del Kgb, presenzia a tutte le festività ortodosse, crecnado di creare una rinascita dello spirito russo che passa attreaverso la riabilitazione dello Stalin condottier antinazista ma anche attraverso le ancora più profonde radici ortodosse. Putin stesso, in momento di calo di popolarità, cerca appoggio presso il patriarcato.

Le politiche russe però sono spesso ambigue: il ruolo russo nella costruzione del nucleare iraniano e l’appoggio, più o meno esplicito, a leaders antidemocratici, quali Castro (che ha fatto costruire una chiesa ortodossa russa a Cuba, ove non ci sono ortodossi), Chavez e Ahmadinejad. Inoltre Mosca, dopo il crollo del comunismo, è ritornato ad essere il più grande patriarcato ortodosso, e nella geopolitica religiosa sfida il fragile primato di quello di Coatantinopoli, assediato dall’oceano musulmano turco. Se dal punto di vista spirituale e identitario il riavvicinamento tra il Patriarcato di Mosca e la Chiesa di Roma, del quale l’appoggio alla mozione italiana contro il crocifisso è solo l’ultimo segnale dell’ avvicinamento nel clima favorevole creato da Benedetto XVI (solo a settembre l’arcivescovo metropolita della Chiesa della Madre di Dio a Mosca Paolo Pezzi dichiarò che “cattolici e ortodossi non sono mai stati così vicini”) bisogna guardare con occhio vigile le posizioni dell’influente patriarcato di Mosca riguardo le non sempre limpide politiche del governo russo. Politiche che potrebbero anche allontanare la Russia dall’Europa e portarla in area eurasiatica.

Sicuramente però, dal punto di vista identitario, le dichiarazioni dell’arcivescovo Ilarion riguardo la vicinanza alla Chiesa di Roma sulle radici cristiane d’Europa sono importanti per portare avanti, in ambedue i polmoni, un discorso riguardo le radici. Anche per questo è fondamentale che la componente ortodossa possa dare il suo contributo alla ricostruzione dell’identità europea.