È successo in Corea del Sud: coppia di genitori arrestati per aver abbandonato la piccola. Partecipavano a una maratona online di un gioco in cui l’obiettivo è accudire un avatar. Esplode il caso: pronta una legge per limitare le «partite infinite» nei luoghi pubblici
Tratto da Il Giornale del 7 marzo 2010

La febbre da «avatar» può costare molto cara. È successo a una coppia sudcoreana, arrestata per aver abbandonato la loro figlia di tre mesi, morta per malnutrizione mentre loro passavano il tempo in un internet café a giocare a un gioco elettronico in cui allevavano una bambina virtuale.

Secondo la polizia coreana, come riporta il quotidiano britannico «Guardian», i due avevano sviluppato un’autentica ossessione per il game di ruolo online «Prius Online», in cui «crescevano» una bambina-avatar di nome Anima. Intanto la bambina vera, nutrita solo occasionalmente con latte in polvere, alla fine è morta di stenti, lasciata sola durante una sessione di gioco durata addirittura 12 ore, per l’intera notte e oltre.

«La coppia sembrava aver perso la volontà di vivere la vita reale, perché non aveva lavoro e aveva dato alla luce una bambina prematura», ha spiegato l’ufficiale di polizia Chung Jin-won. «Hanno cominciato ad allevare una bambina virtuale per sfuggire alla realtà».

«Mi dispiace per quel che ho fatto e spero che mia figlia non soffra ancora in paradiso», ha dichiarato sotto choc il padre della piccola. Il caso ha scosso l’opinione pubblica coreana perché arriva dopo numerosi altri casi di alienazione da internet, finiti con nel sangue. Nel 2005 un uomo era morto di arresto cardiaco, collassando in un internet café, dopo una sessione di 50 ore ininterrotte di gioco. E solo il mese scorso un uomo di 22 anni ha ucciso la madre perché lo rimproverava di passare le giornate alla consolle: il matricida era poi andato tranquillamente a giocare al suo gioco preferito.

Ora in Corea del Sud si tenta di arginare il fenomeno. Perciò un deputato del Grand national party ha presentato un progetto di legge per limitare l’orario di gioco nei luoghi pubblici.