Al termine dell’Udienza Generale in piazza San Pietro, Benedetto XVI ha incontrato brevemente Nancy Pelosi, presidente della Camera dei Deputati degli Stati Uniti, con la quale ha avuto un breve colloquio di 15 minuti. Successivamente la Sala Stampa della Santa Sede ha diffuso un comunicato nel quiale si afferma che il Papa “ha colto l’occasione per illustrare che la legge morale naturale e il costante insegnamento della Chiesa sulla dignità della vita umana dal concepimento alla morte naturale impongono a tutti i cattolici, e specialmente ai legislatori, ai giuristi e ai responsabili del bene comune della società, di cooperare con tutti gli uomini e le donne di buona volontà  per promuovere un ordinamento giuridico giusto, inteso a proteggere la vita umana in ogni suo momento”.

Il messaggio del Papa alla Pelosi mette in rilievo le preoccupazioni per il nuovo corso della Casa Bianca in materia di bioetica, ma è anche una importante chiarificazione che riguarda anche l’Europa – e in particolare l’Italia – dove il dibattito su aborto ed eutanasia è estremamente attuale e dove sono emersi casi di politici e giuristi cattolici che esprimono posizioni inconciliabili con il magistero della Chiesa.

Per quanto riguarda gli Stati Uniti bisogna ricordare che uno dei primi atti del nuovo presidente Obama è stato quello di ripristinare i finanziamenti per le organizzazioni internazionali che promuovono contraccezione e aborto nel mondo. E la Pelosi, pochi giorni fa, ha difeso in Congresso le misure contenute nel piano anti-crisi che prevedono di finanziare i programmi di controllo delle nascite.

La Pelosi è da sempre oggetto della contestazione dei movimenti pro-life statunitensi che criticano le sue posizioni favorevoli all’aborto e alla ricerca sulle cellule staminali e che hanno scelto proprio il giorno del suo incontro con il pontefice per lanciare una petizione online che chiede ai vescovi statunitensi di rifiutare la comunione a lei, al vice presidente Joe Biden ed a “tutti gli esponenti politici cattolici che ostinatamente esprimono il loro dissenso dagli insegnamenti cattolici sulle importanti questioni morali”. La petizione “Witholding Communion” è un’iniziativa del portale cattolico Pewsitter.com e si propone di raccogliere almeno un milione di firme, che verranno poi presentate alla Conferenza Episcopale Usa. “La base per rifiutare l’eucarestia – si legge nella petizione – è il canone 915 del Codice di Diritto Canonico che stabilisce che chi, ‘in modo ostinato persevera in un peccato grave, non debba essere ammesso alla comunione”.

da Avvenire