Più di 50mila fedeli a sfidare pioggia e maltempo. Sei milioni di pellegrini che hanno venerato il corpo di Padre Pio, da quando è esposto. Un ospedale che da sogno di un umile frate è diventato un centro di livello europeo, coniugando la “scienza nel curare il malato” con la “fiducia verso Dio”. E la nuova chiesa che porta la firma di uno degli architetti più famosi del nostro tempo. Eccola “l’eredità” del santo cappuccino amato in tutto il mondo. Un’eredità della quale, nella domenica trascorsa a San Giovanni Rotondo, Benedetto XVI fa quasi l’inventario, fino a condensarla in una parola sola: “La santità”. Padre Pio, dice, infatti, il Papa, restò “sempre unito a Gesù” e lottò “contro lo spirito del male”, cioè contro il diavolo, servendosi dell’ “armatura di Dio, lo scudo della fede e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio”. Lottò anche contro “i rischi dell’attivismo e della secolarizzazione”, aggiunge il Pontefice, dai quali, oggi, non sono immuni anche alcuni suoi “eredi”.

Perciò l’eredità del piccolo grande cappuccino, a 40 anni dalla sua morte e a 90 dalla stimmatizzazione, rifulge più che mai in questo giorno in cui un Papa, per la prima volta dopo la canonizzazione, viene nell’epicentro della sua vicenda umana. “Padre Pio – dice infatti il Pontefice davanti alla folla dei fedeli – attirava sulla via della santità con la sua stessa testimonianza, indicando con l’esempio il binario che ad essa conduce: la preghiera e la carità”.

Sono del resto gli stessi binari sui quali scorre il programma della visita. Preghiera: fin da quando arriva, Benedetto XVI (che è accompagnato dall’arcivescovo, Domenico Umberto D’Ambrosio) scandisce i diversi momenti con il raccoglimento e l’orazione. Prima davanti al Santissimo nella chiesa di Santa Maria delle Grazie; poi nella cella numero 1, quella appartenuta a San Pio e dove il frate è morto il 23 settembre 1968; infine inginocchiandosi davanti alle sue spoglie mortali esposte nella cripta e celebrando davanti a 50mila fedeli la Messa sul capiente sagrato della chiesa nuova, che però nell’occasione si rivela ampiamente insufficiente.

Carità: la visita all’ospedale, l’incontro con il personale medico e gli ammalati, la commozione con cui ascolta il saluto di una di loro, Anna Daniele, per tanto tempo infermiera nel reparto di oncologia, prima di ammalarsi lei stessa di cancro, sono solo alcuni degli aspetti di quella carità del Papa, che è poi la stesso amore del quale era pieno il cuore di Padre Pio. Benedetto XVI vi fa più volte riferimento nei suoi discorsi. E proprio citando il santo frate, il Papa invita “i membri della grande famiglia di Casa Sollievo della sofferenza> ad essere <riserve di amore” per gli altri. Una carità che troverà modo di esprimersi anche nell’incontro conclusivo della vista, quello nella Chiesa di San Pio con i sacerdoti, i religiosi e le religiose e i giovani. A questi ultimi Papa Ratzinger, dopo aver ricordato “il dramma della disoccupazione, che interessa in maniera drammatica” i ragazzi del sud, dice: “La Chiesa non vi abbandona. Voi non abbandonate la Chiesa. C’è bisogno del vostro apporto per costruire comunità cristiane vive”. A tutti i fedeli, infine, ricorda l’importanza del sacramento della confessione, che sull’esempio di San Pio “va valorizzato”. E i sacerdoti, aggiunge, <non dovrebbero mai rassegnarsi a vedere deserti i loro confessionali.

In totale Benedetto XVI resta nella cittadina garganica poco più di otto ore. Ma pur con alcuni cambiamenti di programma, soprattutto a causa del maltempo che lo costringe a rinunciare all’elicottero (atterra a Foggia in aereo e poi prosegue in auto per San Giovanni Rotondo), porta a termine tutti gli appuntamenti in programma. Nella memoria restano le immagini della affollatissima celebrazione eucaristica del mattino durante la quale il Papa invita i cappuccini, i fedeli e tutti coloro che amano Padre Pio a non lasciarsi inghiottire dall’attivismo e dal secolarismo. “Molti di voi – dice infatti – siete talmente presi dalle mille incombenze richieste dal servizio ai pellegrini, oppure ai malati nell’ospedale, da correre il rischio di trascurare la cosa veramente necessaria: ascoltare Cristo per compiere la volontà di Dio. Quando vi accorgete che siete vicini a correre questo rischio guardate all’esempio di Padre Pio”.

Ma restano anche alcuni gesti simbolo, come la preghiera nella cripta, l’accensione delle due lampade che ricordano questa visita e quella del 1987 di Giovanni Paolo II e la benedizione del reliquiario che contiene il cuore del Santo di Pietrelcina e della cripta della chiesa nuova, dove potrebbe essere sepolto definitivamente. Venerdì scorso, in Vaticano, il Papa aveva pregato davanti al cuore del Curato d’Ars, aprendo così l’Anno dei sacerdoti. Qui a San Giovanni Rotondo ne affida <in modo speciale> il suo svolgimento a Padre Pio. Perché l’eredità dei santi in fondo è unica. E il suo inventario non conosce confini.


Da Avvenire- Mimmo Muolo