Massacrati anche la moglie e i cinque figli Punito dagli usurai che aveva denunciato • La fiorente attività criminale dei prestiti alimenta il terrorismo legato ai taleban e pesa sulle fedi diverse dall’islam Che si trovano prive di difesa
di Stefano Vecchia
Tratto da Avvenire del 3 ottobre 2010

L’uccisione di un avvocato e il massacro della sua famiglia nella cittadina nord­occidentale pachistana di Haripur col­pisce ancora una volta al cuore la minoranza cristiana e ancora una volta chia­ma in causa le inadempienze se non le complicità delle autorità e delle forze di sicurezza.

La vittima, Edwin Paul, di fede cri­stiano- evangelica, la moglie Ruby e i loro cinque figli in età com­presa tra 6 e 17 anni, sono stati ammazzati nella prima mattina­ta del 28 settembre. A dare l’allar­me è stata la gente del loro quar­tiere, l’enclave di Sher Khan: i vi­cini avevano sentito numerosi colpi d’arma da fuoco e visto scappare un gruppo di persone. Al loro arrivo, attorno alle 8, i po­liziotti hanno trovato i sette cadaveri. A ordi­nare il massacro – secondo fonti concordi – un notabile locale Noor Khan, al centro di un giro d’usura esteso su diverse aree della provincia del Punjab e nelle aree tribali. Un’attività cri­minale che alimenta il terrorismo islamista e che viene a pesare in particolare sulle mino­ranze, di fatto senza difesa. Contro Noor Khan, Edwin Paul stava avviando una causa per usu­ra assistendo la vittima cristiana. Secondo vici­ni di casa, già il giorno precedente un gruppo di uomini armati aveva fatto visita al legale e lo aveva minacciato.

«Lunedì alcune persone con armi da fuoco han­no fermato Paul e lo hanno afferrato per la ca­micia imponendogli di lasciare la città entro 24 ore», dicono i testimoni. Minacce esplicite quel­le degli aggressori: «Noi sappiamo come toglie­re di mezzo i cristiani e non permetteremo a u­no solo di voi di vivere qui. Vi impiccheremo tutti per strada in modo che nessun cristiano o­serà più entrare nella terra degli hazara».

Gli hazara – un gruppo etnico di origini miste in cui è predominante l’influenza pashtun, et­nia maggioritaria in Afghanistan e nelle regio­ni pachistane che confinano con quel Paese –, da tempo sono diventati una sponda per l’in­tegralismo di stampo taleban. In particolare hanno un ruolo nel finanziamento dei gruppi estremisti e i loro fondi arrivano da attività sia legali che illecite, tra cui l’usura. Una situazio­ne, quest’ultima che ricade soprattutto sulle mi­noranze, come quella cristiana, alle quali ven­gono chiesti interessi che moltiplicano di al­meno 4-5 volte la somma iniziale.

Una pratica che ovviamente provoca malcon­tento ma che, per le minacce e la difficoltà di tro- vare una  difesa nelle istituzioni locali, normal­mente non viene denunciata. Così non è stato nel caso del tassista cristiano che, indebitatosi oltre le sue possibilità per acquistare una nuo­va vettura, aveva chiesto aiuto a Edwin Paul, che si era trasferito a Haripur lo scorso febbraio. «Avevo dato il documento di pro­prietà della mia casa come ga­ranzia per un prestito di 160mi­la rupie con l’impegno a resti­tuirne 224mila – ricorda il tassi­sta Robin Mehboob – ma quan­do l’interesse è stato elevato al 500 per cento (1,12 milioni di ru­pie, circa 9.500 euro) perché so­no un cristiano, ho dovuto rifiu­tare e per questo mi sono state sequestrati la casa e anche il taxi, mia unica fonte di reddito».

La richiesta di assistenza di Meh­boob era stata accettata da Paul, che lo aveva accompagnato al posto di polizia per sporgere denuncia. «Pos­siamo raccogliere la denuncia, ma non troverete qualcuno pronto a testimoniare contro Noor Khan», era stato loro detto. Gli stessi poliziotti, secondo le testimonianze dei cristiani locali, a­vrebbero immediatamente informato l’usuraio della denuncia, condannando così a morte l’av­vocato cristiano e altri cinque innocenti.