Sette cristiani sono morti, bruciati vivi, nell’attacco di un gruppo di fondamentalisti islamici nella città di Gora, nel Pakistan orientale. Lo rende noto l’Associated Press citando il ministro federale per le Minoranza Shabhaz Bhatti.

Il ministro ha affermato che gli assalitori appartengono al gruppo estremistico Sipah-e-Sahaba, vietato dal governo pakistano, accusato già in passato di azioni violente.

L’episodio è scaturito dall’accusa di blasfemia contro i cristiani locali, indiziati di aver compiuto un atto blasfemo contro un Corano. Secondo Bhatti “tale accusa non è vera”. La voce, però, ha innescato un’azione violenta contro la comunità cristiana: secondo l’agenzia AsiaNews 75 case di famiglie cristiane sono state bruciate. Bhatti ha dichiarato che centinaia di fondamentalisti islamici hanno ucciso sei cristiani, tra cui un bambino e quattro donne.

Le televisioni pakistane hanno mostrato le immagini delle case in fiamme e le strade piene degli oggetti delle case saccheggiate. Anche il ministro della giustizia del Punjab Rana Sanaullah ha dichiarato che “alcuni estremisti entrati in città oggi” assaltando la comunità cristiana.