A causa degli attentati che terrorizzano il Paese

di Nieves San Martín

LAHORE, lunedì, 14 dicembre 2009 (ZENIT.org).- I cattolici del nord del Pakistan si preparano a celebrazioni natalizie silenziose e attenuate mentre gli attentati continuano a terrorizzare il Paese.

“Molti dei programmi previsti sono stati cancellati a causa di questa situazione”, ha detto l’Arcivescovo Lawrence Saldanha di Lahore. Le celebrazioni saranno più una questione di “famiglia” con poca “pompa e splendore esterno”, ha aggiunto.

“Sarà un Natale silenzioso. Scopriremo il significato del Natale in un modo tranquillo e speriamo nel ritorno dell’armonia e della pace”.

L’Arcivescovo ha rilasciato queste dichiarazioni all’agenzia UCANews il 7 dicembre, prima che due esplosioni seminassero il terrore in un mercato pieno di gente nel centro di Lahore, la capitale della provincia del Punjab, uccidendo almeno 36 persone.

Un’ondata di bombe mortali ha scosso il Paese da quando l’esercito ha lanciato a metà ottobre un’operazione contro i militanti talebani nella vicina provincia della Frontiera del Nord-est, al confine con l’Afghanistan.

Un’esplosione fuori dal tribunale del distretto nella capitale della provincia, Peshawar, anch’essa avvenuta il 7 dicembre, ha ucciso undici persone ferendone altre 44.

“Io ero in una cartoleria, a vari chilometri dal luogo, quando ho sentito una grande esplosione”, ha detto un catechista. “In seguito ho visto alcuni camion dei pompieri che correvano a tutta velocità in mezzo al traffico”.

Il catechista, che non ha voluto rivelare il suo nome, ha detto che due chiese cattoliche a Peshawar, la città più colpita dagli attentati talebani in Pakistan, hanno sospeso le celebrazioni di Natale. “Si celebreranno le Messe ma non le fiere tradizionali. Preghiamo ogni giorno perché la situazione migliori e per la pace nel Paese”, ha confessato.

E’ stata sospesa anche la fiera annuale di Natale all’esterno della Cattedrale di San Pietro e San Paolo a Faisalabad, nel Punjab.

“Il concerto annuale del coro diocesano, al quale assistevano migliaia di persone sul sagrato della Cattedrale, verrà limitato questa volta all’interno del tempio”, ha detto padre Khalid Rashid Asi, vicario generale della Diocesi di Faisalabad. “Abbiamo molta cautela e tutti i programmi vengono organizzati… in scala ridotta”.

Le esplosioni di Peshawar e Lahore sono avvenute meno di una settimana dopo l’esplosione in una moschea di Rawalpindi, vicino a Islamabad, il 4 dicembre. 40 persone, inclusi alti ufficiali dell’Esercito, sono morte, mentre altre 83 sono rimaste ferite.

Nel frattempo, esponenti musulmani di spicco hanno emesso una “fatwa” (editto religioso) dichiarando gli attentati e le esplosioni “anti-islamici”.

[Traduzione dallo spagnolo di Roberta Sciamplicotti]