La certezza era arrivata solo un mese fa, il 1° gennaio: con il sì del delegato pontificio all’ostensione del corpo di sant’Antonio, in occasione del ritorno dell’urna nel suo luogo originario – la Cappella dell’Arca – al termine del restauro. In tempo di record si è messa in moto la macchina organizzativa e così, dal 15 al 20 febbraio, il corpo del santo sarà visibile al pubblico dei fedeli. Pochi giorni in cui Padova sarà invasa: sono attesi 100mila pellegrini da tutto il mondo, forse il doppio. Con sant’Antonio i conti sono sempre difficili, ma dagli esiti miracolosi, confermano i Frati Minori Conventuali. E non è escluso che l’ingente afflusso favorisca un’esposizione un po’ più lunga, magari comprendendo la domenica 21 febbraio, che alle ore 11 vedrà la celebrazione eucaristica presieduta dal delegato pontificio monsignor Francesco Gioia.

L’ostensione rappresenta un evento epocale. Infatti se bisogna andare indietro di 29 anni – al 1981 – per l’ultima ricognizione ed ostensione in occasione del 750° anniversario della morte di frate Antonio (al tempo furono 650 mila i pellegrini nell’arco di 29 giorni), c’è da risalire di secoli per la precedente ricognizione: 8 aprile 1263, quando il corpo venne collocato in Basilica. Durante la ricognizione del 6 gennaio 1981 si procedette all’indagine storica, tecnico-artistica, antropologica e medica sul materiale rinvenuto: lo scheletro (ad eccezione del mento, dell’avambraccio sinistro, della lingua e di altre parti minori conservati da secoli nei reliquiari), la tonaca e la massa corporis (il materiale organico ridotto a stato corpuscolare). I resti mortali di sant’Antonio vennero riposti su un materassino rosso all’interno di una cassa di cristallo, contenuta in una bara di rovere e collocata nella tomba. Nel 2008 per permettere il restauro della Cappella dell’Arca la cassa venne traslata, senza essere aperta. «Da allora – spiega padre Enzo Poiana, rettore della Basilica – si sono moltiplicate le richieste da parte dei fedeli di poter vedere i resti mortali del grande santo». Così i frati, convinti che né sant’Antonio né la Basilica necessitino di pubblicità, ma che la religiosità popolare sia una modalità dell’esperienza cristiana che permette di rafforzare e rivitalizzare la fede, si sono prodigati per avere le autorizzazioni necessarie all’ostensione.Durante la settimana di «esposizione» i membri dell’Arciconfraternita del santo assicureranno l’accoglienza ai pellegrini, a cui verrà dato un’apposita guida all’ingresso della Basilica. A pieno regime anche la penitenzieria. Il flusso dei pellegrini e l’accesso alle celebrazioni saranno garantiti attraverso appositi percorsi.
Il rettore della Basilica, padre Poiana, presiederà la Messa delle 17 di lunedì 15, mentre il ministro provinciale dei Frati Minori Conventuali, padre Gianni Cappelletto, quella del mercoledì delle ceneri (17 febbraio) e il vescovo di Padova, monsignor Antonio Mattiazzo, quella del venerdì 19, cui seguirà il rito della Via Crucis su testi tratti dai «Sermones» di sant’Antonio. La celebrazione di chiusura dell’ostensione, sabato 20 febbraio, alle 19 sarà presieduta da padre Jerzy Norel, vicario generale dei Frati Minori Conventuali. Domenica 21 febbraio verrà celebrata la festa della traslazione detta anche «della lingua» (spostata dal 15 al 21 per l’occasione), con tre Messe solenni: alle 8 presieduta da padre Poiana, alle 11 con il delegato pontificio e alle 17 con il ministro provinciale padre Cappelletto, cui seguirà la processione all’interno della Basilica con la reliquia del mento di sant’Antonio.

L’evento anche online. L’ostensione del corpo di sant’Antonio si terrà dal 15 al 20 febbraio. La Basilica sarà aperta dalle 6.15 di mattina alle 19 di sera (sabato fino alle ore 20). Il flusso dei pellegrini e di quanti parteciperanno alle celebrazioni sarà opportunamente organizzato. Il «Messaggero di sant’Antonio» ha dedicato il numero di febbraio a questo evento e il 16 febbraio proporrà uno speciale con le foto e le voci dei pellegrini. Telechiara garantirà una striscia quotidiana alle ore 20.30, mentre una webcam sarà costantemente posizionata sulle reliquie, permettendo così di eseguire e partecipare all’ostensione anche via internet, collegandosi all’apposito sito: www.santantonio.org/ostensionedelsanto2010, che verrà aggiornato in modo continuo. Su web i pellegrini potranno inoltre trovare tutte le informazioni sull’ostensione comprese le modalità per prenotare la propria partecipazione.
Sara Melchiori

© Avvenire – 3 febbraio 2010