A seguito della Petizione inoltrata alle Assemblee Legislative nel dicembre 2009, dopo un inevaso appello alle stesse ed al Governo il 30 ottobre 2009 e dalle comunicazioni pervenutemi ed allegate, non si giunge a dirimere, anzi, si aumenta l’incertezza e le perplessità”sul budget del ricoverato” di cui si sono spiegate le ragioni al Parlamento con Petizione, assegnata col n. 911 alla 12° Commissione Igiene e Sanità del Senato della Repubblica e col n.787 alla 12° Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati).

Questa forma “budget del ricoverato”, seppure in presenza del rinnovo della drammatica vicenda di Eluana Englaro ( “presa” ad illustrare questa triste vicenda e non considerare altre persone bisognose di prestazioni sanitarie costanti ed onerose ), questa possibile “invenzione economica”, se vera, tende ad abbandonare al loro destino “pazienti fragili”, ancor più drammatica, se disabili, in età avanzata od in fase terminale di vita, dimettendoli anzi tempo dalle strutture nosocomiali senza una adeguata protezione alternativa, tanto che si finisce con l’aggravare il loro precario stato di salute, in pratica una eutanasia mascherata:..”fuori”, per ora, dall’ordinamento giuridico italiano!.( ai sensi degli artt.575, 579e 580 del codice penale vietante ogni forma di eutanasia ed ogni forma di assistenza o di aiuto al suicidio).

Se questa “metodologia del budget del ricoverato” prendesse piede :

a.) oltreché offendere la dignità della persona, nega il diritto alla vita ;

b.) inoltre per le sofferenze insopportabili ed anche con al scusa di lenire eventualmente il dolore la così detta pietas, potrebbe essere un possibile “strumento” che porta all’eliminazione, ripeto, della vita e forme di eutanasia, “considerazioni” molto pericolose che potrebbero coinvolgere, come da tempo diciamo, malati di Alzheimer, malati psichici, terminali, anziani non autosufficienti;.

c.) queste “metodologie” richiamano l’eugenismo e le teorie di selezione della razza tristemente note, perché pratica biomedica che spianò la strada alle terribili eliminazioni del genere umano avvenute in passato per le quali la Chiesa Cattolica, come altre confessioni religiose, si sono sempre opposte;

d.) sono in contrasto con l’art.25 f) della “ Convenzione ONU”sui diritti delle persone disabili in quanto non si può  rifiutare assistenza medica, prestazioni di cure e servizi sanitari, nonché l’alimentazione e l’idratazione. Queste ultime sono “forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze fino alla fine della vita ( rif.disegno di legge A.C 2350 art. 3 comma 5.);

e.) inoltre in contrasto, sempre della “Convenzione ONU”, con l’art. 10 per “l’inalienabile diritto alla vita; con l’art.15 in quanto “nessuno dovrà essere sottoposto ad esperimenti medico-scientifici, con l’art.16 essendo contro “ogni forma di sfruttamento violenza od abuso”;

f.) contro gli artt.3 (comma 4) , 13 (comma 4), 32 della Costituzione Italiana.

Si potrebbe continuare richiamando Trattati Internazionali e la Costituzione Europea.

Quello che semplicemente desidero conoscere e con me l’opinione pubblica, date le tante voci che circolano tra i cittadini, attraverso determinati accertamenti di cui dispone l’Ente Pubblico( non esclusa una Indagine Parlamentare ), se nel concetto supremo del risparmio si dimettono malati nelle condizioni di cui sopra.

Non voglio fare una polemica, ma constatate le disparità d’indirizzo inerente l’esame della Petizione, come affermano alcuni rilievi della documentazione allegata, che “sanciscono”della presa in considerazione solo “ quando si possa pervenire ad una legge che disciplina tale complessa e delicata materia”., non considerando l’urgenza di questa grave e possibile “evenienza”che si va uniformando nelle corsie ospedaliere italiane. Vorrei richiamare l’art.140 e 141 del Regolamento del Senato e l’art.109 del Regolamento della Camera dei Deputati dove si afferma che è vero che le petizioni si possono “abbinare ad un eventuale progetto di legge all’ordine del giorno”, ma “l’esame in Commissione può concludersi con una risoluzione diretta ad interessare il Governo alle necessità esposte nella petizione”.

Perché non provvedere?

Trovo molto singolare questa motivazione inerente il “budget del ricoverato”, disconoscere l’urgenza, la necessità e la priorità, confermando che il “caso” verrà esaminato dalle Assemblee delle Camere Legislative nel momento in cui vi sarà un provvedimento legislativo sulla materia.

Sarebbe come dire che l’incendio che sta divampando nel “palazzo” non deve essere spento dai pompieri, bensì dal Padre Eterno quando invierà l’acqua dal cielo!

Non si può ignorare, se vero, quanto accade adducendo parole o silenzi ! Sono i fatti che incombono sul Paese e non si può disconoscere l’urgenza, in quanto l’individuo è persona, un essere umano in qualunque condizione di salute si trova.

Franco Previte

Presidente dell’associazione Cristiani per Servire

http://digilander.libero.it/cristianiperservire

Allegati

  1. Petizione del 30 ottobre 2009 al Parlamento
  2. Lettera del Presidente del Senato della Repubblica del 02 febbraio 2010
  3. Lettera del Presidente della XII Commissione Igiene e Sanità del Senato (21 gennaio 2010)
  4. Lettera del Ministero della Sanità ([email protected], del martedì 9 febbraio 2010 13.58)