Ha ragione Alemanno. La Capitale è tollerante. Anche per questo avrebbe meritato il rispetto delle decine di migliaia di gay giunti in città per l’Europride
di Giuseppe Sanzotta
Tratto da Il Tempo del 12 giugno 2011

Ha ragione Alemanno, Roma è tollerante. Anche per questo avrebbe meritato il rispetto delle decine di migliaia di gay. Non ci va nemmeno di sottovalutare le contestazioni alla Polverini. Forse si tratta di piccoli gruppi che non hanno capito l’importanza di quella adesione. Ma che rappresentano una spia pericolosa di un sentimento diffuso in quella piazza. Di quanti non hanno tanto interesse alla caduta, come sarebbe giusto, delle discriminazioni per le proprie scelte sessuali. Preferiscono il ghetto e la provocazione, scandalizzare, stupire e insultare. Per il piacere di essere diversi. Non cercano solidarietà, non pretendono leggi giuste.

Così quel corteo ha fatto il possibile per scavare un solco con la città. Felice solo di specchiarsi in se stesso. Non cercando consensi, alleanze o almeno tolleranza. No, il piacere e quello di dire le cose più offensive contro il Vaticano. Di mostrarsi nel modo più volgare possibile. Non sono graditi quelli che lanciano un ponte, chi vuole impegnarsi per abbattere le barriere. La manifestazione di ieri voleva essere di parte. Omosessuali contro gli altri. Ma tutto questo a chi giova? I diritti dei gay da oggi saranno più garantiti? Poteva essere una grande occasione, è stata vanificata perché a casa sono rimasti la dignità, il rispetto degli altri, la sobrietà e l’educazione. Così diventa incomprensibile anche il senso di questo tipo di manifestazioni. Immaginate se dovesse essere indetto un corteo di eterosessuali, magari il 14 febbraio nel giorno di San Valentino con tanti cuoricini e innamorati mano nella mano. Ma a chi verrebbe mai in mente una cosa del genere? Sarebbe solo ridicola. Invece ora dovremmo applaudire a questa mostra di oscenità? E tanto per essere chiari, non perché a sfilare erano omosessuali, transessuali ecc… Ma per il modo con cui si sono presentati. Una festa privata, fatta solo per loro che, nostro malgrado, ci ha coinvolti e ha visto offesi i nostri sentimenti più profondi, compresa la nostra fede religiosa nella città dove ha sede il Vaticano. Sappiamo bene che ci sono persone che trovano mille difficoltà per affermare una propria scelta sessuale. E che va rispettata. È giusto punire tutti i casi di omofobia. Ma qui parliamo di cose serie che possono offendere e ferire degli uomini o delle donne. Quante volte un uomo, solo perché particolarmente gentile ed educato viene definito volgarmente «frocio»? E anche l’onorevole Concia ha dovuto sopportare una aggressione con la sua compagna. Problemi reali che testimoniano la necessità di avere norme penali specifiche e una vera cultura della tolleranza. Ma aiuta tutto questo il festival della provocazione a cui abbiamo assistito ieri? E le ingiurie, violente e volgari alla Chiesa cattolica e al Papa che scopo hanno? A innalzare nuovi muri. Ci sono scelte controverse come i matrimoni gay o la possibilità di adottare dei bambini. È giusto discuterne, ma è giusto rispettare anche chi considera la famiglia composta da padre e madre. Definire satana chi la pensa in modo diverso aiuta forse il confronto? E soprattutto può convincere chi la pensa in altro modo? Sarebbe fin troppo facile dire: ma a quegli uomini vestiti da donna in modo scollacciato affidereste dei bambini? E li affidereste a quelle lesbiche che non si capisce perché debbano per forza vestirsi da prostitute per pretendere rispetto? Forse prima di sfilare avrebbero dovuto sentire lady Gaga, doveva essere lei la provocazione, rispetto agli altri è stata moderata e si è presa perfino dei fischi quando ha ringraziato Alemanno. I cortei hanno sempre un aspetto folkloristico, ma anche stavolta, come in passato si è superato il segno? Così quando tutti saranno tornati a casa ubriacati da volgarità e oscenità si può porre una domanda: ma che impressione avete lasciato nell’opinione pubblica?