di Luigi Amicone da www.tempi.it

«Abbiamo perso il senso dell’amore come sacrificio e riconoscimento dell’altro da sé». Per Cesana l’ignoranza affettiva ha sbranato la società molto prima che fosse proclamato il dogma delle nozze gay 

tempi-matrimonio-gay-copertina«Affermare che omo ed etero sono coppie equivalenti, che per la società e per i figli non fa differenza, è negare un’evidenza che a doverla spiegare vien da piangere. Siamo giunti a un tale oscuramento della ragione, da pensare che siano le leggi a stabilire la verità delle cose» (Carlo Caffarra, cardinale arcivescovo di Bologna)

C’è un’evidente irrazionalità nella pretesa di mettere sullo stesso piano ineguaglianze di carattere sociale, economico, razziale o religioso, e piallare la natura alla Robespierre, decretando che, da oggi in avanti, basta con questa storie di “uomini” e “donne”, “mamma” e “papà”, chiamateli come volete, se le diversità sono insite nella natura, beh, sappiate che raddrizzeremo le gambe alla natura e dichiareremo fuorilegge persone e cose che non si adeguano al potere ricreatore delle leggi positive. Detto ciò, in principio Giancarlo Cesana alza il sopracciglio e più che alla fine del mondo pensa alla malinconia di tutto questo trambusto nel mondo. In principio, il medico, l’ordinario di Igiene all’Università Bicocca, presidente del Policlinico di Milano, pensa che «l’istinto del sesso è come l’istinto della fame e della sete. Come non puoi vivere senza cibo e senz’acqua, così non puoi vivere senza l’altro. Di conseguenza, come devi stare attento a quanto mangi e quanto bevi, così devi stare attento al sesso. Infatti, a prescindere dall’omosessualità le malattie di origine sessuale stanno diventando le più diffuse dopo le patologie cronico-degenerative, dopo le malattie del cuore e i tumori».

Perfino il genio del positivismo giuridico, Hans Kelsen, una volta ammise che dietro il diritto positivo non c’è che «lo sguardo pietrificante di Medusa, il Potere». Invece, alla notizia del dispositivo della Corte Suprema, il filosofo festeggia. Dice Gianni Vattimo al Foglio, “Finalmente voi conservatori dovete accettare che non esiste alcuna legge naturale, ma soltanto il positivismo”…
E questo è il problema. Nel senso che invece una legge naturale esiste. Lo si capisce dal fatto che l’uomo a vivere fa fatica. Quindi non si è creato da solo. Non ha stabilito da solo le leggi della vita. Ci si deve in qualche modo adattare. Deve in qualche modo adattarsi alla legge che ha stabilito qualcun altro. A ciò che è iscritto nella natura. Non a caso, nei tribunali di tutto il mondo chi ammazza è condannato. Detto questo è vero che l’uomo ha sempre cercato di ribellarsi. E il racconto del peccato originale dice di questa ribellione. Ovvero che l’uomo ha tentato di sostituirsi a Dio per stabilire che cosa è il bene e che cosa è il male. Di qui la grande infelicità e la morte. Dice la Bibbia, e il cristianesimo conferma, al punto tale che Dio ha dovuto farsi uomo per salvarci. Però…

Però? 
Però l’esultanza di Vattimo non mi sembra proprio completa. Ha dentro più di un pelo di esitazione. O almeno ha dentro il sospetto che la sentenza della Corte suprema e le varie leggi sul matrimonio gay aboliscano l’originalità e la ribellione che c’è nell’essere gay. In effetti una volta don Giussani mi disse che nell’omosessualità non c’è niente di originale perché vuole copiare il rapporto fra l’uomo e la donna, aggiungo io, fino al matrimonio. In fondo adesso si adattano anche loro alla legge naturale.

Un altro filosofo e politologo interpellato dal Foglio, Harvey Mansfield, l’ultimo dei conservatori a Harvard, spiega che il dato più negativo e, purtroppo irreversibile, del potere democratico è questa sua ideologia che si fa legge e dichiara che le persone non sono soltanto uguali, sono la stessa cosa. 
Non è la democrazia, è la pretesa di dettar legge a maggioranza. Mentre la verità non segue la maggioranza. Altrimenti sarebbe stato vero il nazismo. Altrimenti sarebbe stato vero il fascismo. Altrimenti sarebbe stato vero il comunismo. O sarebbe stato vero tutto quello che la maggioranza ha pensato fosse vero. Mentre il mondo è sempre stato cambiato dalle minoranze che seguono la verità

E tu, da cattolico, non senti lo sconforto di non poter far fronte a quello che si contrabbanda essere “progresso”?
No, non sento questo sconforto per due ragioni. La prima è che la moralità non appartiene a una categoria che agisce secondo la legge e invece è assente in una categoria che la legge la subisce: il problema morale degli omo è esattamente uguale al problema morale degli etero. La seconda ragione è che questa pretesa di nozze omosessuali è un aspetto dello sfascio più generale delle famiglie. Distrutte dal divorzio, dall’aborto e, soprattutto, dall’ignoranza dell’affettività. Dall’ignoranza di cosa sia una affettività vera. E cioè che l’amore è anche fedeltà e sacrificio che comincia dal riconoscimento della presenza, che non si può abolire, dell’altro. Cioè, dal riconoscimento della differenza.

La Chiesa cattolica rischierà ora di essere messa fuori legge, visto che è fuori da ogni standard etico, dai cosiddetti diritti riproduttivi alle quote rosa, dalla “morte con dignità” ai diritti gay?
Potrebbe. Già Buttiglione venne messo fuori legge dall’Europa in quanto cattolico. E le leggi contro la cosiddetta omofobia non fanno presagire nulla di buono per chi la pensi diversamente. Così gli omosessuali stanno passando da vittime a persecutori.

C’è chi pensa seriamente che non serva più opporsi a questa deriva e occorra soltanto testimoniare la fede in Gesù.
No, bisogna fare tutte e due: testimoniare la fede e, come è possibile, opporsi anche in termini politici, civili, legali, a ciò che si ritiene sbagliato. Purtroppo, in questo campo, se si fanno battaglie che si perdono, non solo perdono coloro che le fanno, ma perde anche il valore che sostengono.

Ma allora non c’è più spazio per la moralità, intesa come la intendeva anche Socrate, cioè come amore e lotta per la verità della vita?
Tornando alla questione della moralità, io che sono etero e non mi giudico assolutamente superiore a un omo come a qualunque altra persona e per questo, come mi pare abbia scrtto Giuliano Ferrara non picchio un gay nemmeno con un fiore e non voglio discriminarlo da niente, se è capace, cosa che non è affatto scontata, dico questo: l’immoralità nasce quando non si rispetta la natura delle cose. E nell’omosessualità ci sono indubbiamente alcuni aspetti che pongono degli interrogativi. Aspetti tipo che un organo dalla funzione escretoria viene utilizzato con funzione sessuale. Tipo che il rapporto non è di per sé fecondo. Tipo che tra i malati di Aids il 60 per cento sono maschi omosessuali. Tipo che per questa ragione l’omosessualità viene considerata sesso insicuro. Tipo che gli omosessuali non sono ammessi a fare donazioni di sangue. Questi non sono miei pensieri. Sono dati di fatto. Con tutto ciò, lo ripeto, non è che uno che si ritrova con un orientamento sessuale omo sia peggio di chi ce l’ha etero. Perché anche l’etero quando fa sesso compulsivo o violento, quando se ne frega dell’altro o cambia partner come se fosse una penna biro scarica è immorale uguale. Poi ci sono altre questioni di carattere psicologico, che però è inutile discutere in questa sede.

Non trovi singolare che in coincidenza con la sentenza della Corte suprema americana la Russia di Putin vieti il proselitismo e anche solo la propaganda dell’omosessualità davanti a minori?
Beh, Putin sostiene una concezione che è durata più o meno 2 mila anni. Non è una cosa proprio così strana.

Testori e Pasolini, che per le avanguardie dell’agenda gay sono “omosessuali vecchi” e infatti mai avrebbero anche solo aderito alle associazioni di scopo tipo Arcigay, sono persone che hanno sentito la tragedia non della trasgressione in sé, ma di “un piacere da morirci dentro”.
Freddy Mercury, Love Kills, l’amore uccide. Infatti eros e morte hanno sempre camminato insieme. Solo che per cambiare l’amore, questo è il vero dramma cosmico, bisogna cambiare il centro di attrazione. Non è un problema di comportamento. Questo è il grande equivoco dei tempi moderni. Non è un problema di legalità, è un problema di affettività. Ci vuole un punto affettivo. Ci vuole un punto affascinante per cambiare sé, il sesso e il mondo.