Benedetta Frigerio da Tempi.it

Il presidente si dice favorevole alle richieste del movimento Lgbt citando il Vangelo. Ma il motivo di tale “outing” è più prosaico. E riguarda i dollari necessari per affrontare la campagna elettorale.

Il presidente statunitense Barack Obama e sua moglie Michelle non mancano occasione di proclamarsi cristiani. Soprattutto in questo periodo lo ricordano spesso per giustificare il loro sostegno alle nozze omosessuali. Una novità anche per lo stesso Obama che, fino a qualche giorno fa, non si era mai spinto a equiparare l’unione omosessuale a quella eterosessuale.
Il presidente ha giustificato così il proprio ripensamento: «La mia posizione è frutto di una riflessione. Il Signore chiede di trattare il prossimo come se stessi». Per il Washington Post, però, la motivazione utilizzata non sarebbe così innocente. La strategia è semplice: utilizzare i riferimenti religiosi per compiacere e confondere l’elettorato cristiano e, al tempo stesso, intascare i fondi delle lobby gay, quanto mai necessari per affrontare la campagna elettorale. Il quotidiano ricorda che i più grandi donatori obamiani sono omosessuali e che uno dei più importanti, Chad Griffin, ha minacciato di ritirare il proprio sostegno se il presidente non avesse fatto “outing”.

L’amministrazione Obama, già quattro anni fa, aveva ottenuto il plauso dei ricchi donatori legati alle sigle Lgbt aprendo le porte dell’esercito agli omosessuali, alle lesbiche e ai bisessuali. Il presidente ha poi messo fine alla difesa legale del Doma (Defense of Merriage Act), lasciando agli Stati la possibilità di legalizzare il matrimonio omosessuale. E ha incluso nella Crime Hates Law la discriminazione per motivi sessuali, che può portare all’incriminazione di chi pensa che l’omosessualità sia una devianza. La Casa Bianca ha organizzato una giornata di sensibilizzazione sul tema del bullismo contro gli omosessuali e ben sei agenzie federali si sono impegnate per combatterlo.

Eppure, tanto impegno, non sembrava ancora soddisfare i rappresentanti delle sigle Lgbt, che, anzi, ultimamente, parevano aver raffreddato il proprio entusiasmo nei confronti del leader democratico. Se ne ha riprova, per converso, rileggendo le dichiarazioni festose di questi giorni seguenti le parole di Obama. Ethan Geto, consulente politico e attivista gay, ha esultato: «L’intensità dell’emozione e i risultati pratici in termini di supporto sono significativi, particolarmente il risultato relativo alla raccolta di fondi, che è impressionante». E se Obama in questi quattro anni ha lavorato in senso favorevole al mondo gay, l’entusiasmo di questi giorni è nuovo: «È profondamente diverso dal consenso del 2008», ha sottolineato Joan Garry, direttore della Gay and Lesbian Alliance Against Diffamation. Garry ha spiegato che l’appoggio del presidente al matrimonio omosessuale è un passo storico che trasformerà per sempre il suo rapporto con i supporter Lgbt: «Abbiamo raccolto tantissimi soldi in poco tempo. Conosco una persona che ha racimolato in sole 24 ore 10 mila dollari ed era una di quelle che, negli ultimi due anni, aveva criticato in continuazione Obama. Ho la sensazione che in questo momento si stiano strappando un’infinità di assegni». Solo 90 minuti dopo l’annuncio, Obama ha raccolto 1 milione di dollari. Ora circa un sesto dei donatori del presidente è omosessuale dichiarato. Tra quelli che hanno donato più di 500 mila dollari, sono saliti a nove gli esponenti del mondo Lgbt.