Promosso dall’Ambasciata italiana presso la Santa Sede

di Carmen Elena Villa

ROMA, venerdì, 22 maggio 2009 (ZENIT.org).- Un documento che “vuole riconoscere e sostenere il ruolo della donna nella famiglia, nella società di qualunque latitudine, religione e cultura”: così le donne che hanno partecipato alla sua stesura definiscono il testo “Donne, dignità e libertà”.

Il volume è stato presentato il 12 maggio durante una conferenza stampa presso l’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede. Alla sua elaborazione hanno partecipato 45 donne cattoliche, per la maggior parte italiane, provenienti da vari settori (lavoro nella Curia, movimenti ecclesiali, ordini religiosi o organismi pubblici italiani) e di diverse professioni, come frutto di più di un anno di lavoro e riflessione sul tema della dignità della donna.

Il documento mostra come a volte sia l’estremismo islamico in Oriente che il relativismo in Occidente presentino una visione frammentata della donna, della sua dignità, dei suoi diritti e del suo ruolo nella società.

“Mentre nei Paesi occidentali sembra che le donne chiedano costantemente – e ottengano – di ampliare la libertà, di prendere distanze dal ruolo biologico tradizionale di madre, nelle altre culture la contrapposizione a questo modello porta in molti casi ad irrigidimenti mai verificatisi nel passato”, segnala il testo.

“Donne, dignità e libertà” propone vie di riconciliazione per entrambe le visioni: da un lato l’affermazione dell’uguaglianza della donna, che deve godere degli stessi diritti, “compreso il diritto-dovere di partecipare alla vita pubblica, politica e professionale; un diritto che implica alti livelli della formazione per garantire la partecipazione ai livelli alti dei processi decisionali”.

Dall’altro lato si sottolinea la differenza tra i due sessi, centrata sul tema della maternità. “E’ proprio da questa differenza che scaturisce la complementarietà generatrice di figli, di idee, di progetti, di valori al servizio della famiglia e della vita”.

Donna e maternità

Il testo allude alla Lettera apostolica Mulieris dignitatem, in cui Giovanni Paolo II “ha legato indissolubilmente la dignità della donna alla maternità, considerandola un ruolo centrale per fondare il rispetto della donna ‘custode della vita’, sottolineando come questo aspetto non costituisca in nessun caso un limite per la realizzazione della sua uguaglianza con l’uomo”.

La maternità, vista come dono e come grande compito della donna, viene presentata in due dimensioni.

La prima è quella della maternità fisica: “Una donna che si occupa del proprio figlio non sta togliendo qualcosa alla società, ma sta in realtà dandole qualcosa di molto più importante perché sta assicurandone la sua durata nel tempo”, ha detto a ZENIT Paola Binetti, deputato del Partito Democratico (PD) e una delle collaboratrici all’elaborazione del testo.

“In questa prospettiva la donna ha un ruolo straordinario che è la capacità di consegnare alle generazione successive, che in un certo senso mantengono una memoria forte della generazione da cui l’hanno ricevuta”, ha spiegato la Binetti.

In questo senso, ha segnalato che “la donna ha un compito, molto spesso non facile, di trasferire ai colleghi uomini sensibilità, esigenza, punti di vista perché la nostra società sia sempre capace di esprimere una sintesi fra valori”.

Durante la presentazione del documento, le promotrici hanno affermato di aver trovato una grande sintonia con l’omelia che Papa Benedetto XVI ha pronunciato nella Messa celebrata all’International Stadium di Amman (Giordania), riferendosi alle donne “come portatrici di amore, maestre di misericordia e costruttrici di pace, comunicatrici di calore ed umanità ad un mondo che troppo spesso giudica il valore della persona con freddi criteri di sfruttamento e profitto”.