di Nieves San Martín

JAKARTA, venerdì, 28 maggio 2010 (ZENIT.org).- Nel corso del 2009 e fino a questo momento, in Indonesia numerose Chiese cristiane hanno subito minacce, revoche di permessi, attentati e incendi che hanno provocato ingenti danni.

Theophilus Bela, presidente del Forum di Comunicazione Cristiana di Jakarta e segretario generale della Commissione delle Religioni per la Pace dell’Indonesia, ha girato a ZENIT una lista non esaustiva delle chiese attaccate dall’anno scorso fino al maggio di quest’anno.

Nell’ottobre 2009, le autorità locali hanno ordinato alla chiesa parrocchiale cattolica di Santa Maria a Purwakarta di fermare i lavori di costruzione. La parrocchia aveva già la licenza e ha iniziato a costruire. Una folla di musulmani ha quindi manifestato contro le autorità locali e ha chiesto di interrompere i lavori. Per paura, le autorità hanno revocato la licenza. Il Vescovo di Bandung ha organizzato una squadra di avvocati per portare il caso davanti al Tribunale Amministrativo Statale del luogo  e ha vinto la causa.

Nella parrocchia cattolica di San Giovanni Battista a Parung, Bogor, nel 2008 è stato impedito al parroco di celebrare la Pasqua. I fedeli sono stati anche costretti a celebrare l’ultimo Natale in un edificio governativo vicino. Ci sono stati problemi anche in occasione dell’ultima Pasqua, e ai parrocchiani non è stato permesso di celebrare la Messa dell’Ascensione nella propria chiesa. La parrocchia ha oltre tremila fedeli. Ha chiesto ormai da molto tempo la licenza per costruire il proprio edificio. Nel 2005, le autorità locali hanno respinto la richiesta di permesso; un religioso radicale del consiglio degli ulema si oppone.

La parrocchia cattolica di Sant’Alberto a Taman, Harapan Indah, Bekasi, è stata attaccata il 17 dicembre 2009. Gli assalitori musulmani avevano con sé della benzina, ma la polizia è arrivata in tempo per evitare che incendiassero la chiesa.

La cappella cattolica di Capar, Cirebon, è stata minacciata dal gruppo radicale “Movimento Musulmano di Riforma” il 18 febbraio 2010.

La parrocchia cattolica di Santa Maria Immacolata a Kali Deras, Jakarta Barat, era in via di costruzione. Ha già il permesso per i lavori, ma un religioso radicale musulmano ha chiuso la via d’accesso al luogo dei lavori il 12 marzo scorso, senza che la polizia intervenisse in alcun modo.

La scuola cattolica di San Roberto Bellarmino, a Jatibening, Bekasi, è stata attaccata il 7 maggio scorso da una folla di musulmani che ha rotto le finestre dell’edificio. La polizia è riuscita a evitare un altro attacco il giorno dopo.

Sono state attaccate anche varie chiese della Chiesa Cristiana Protestante Batak. Il permesso di costruzione del tempio a Pesanggrahan, Depok, vicino alla capitale, è stato revocato nel marzo 2009 dal sindaco. La Chiesa ha portato il caso davanti al Tribunale Amministrativo Statale a Bandung e ha vinto la causa. Il sindaco di Depok appartiene al partito islamico Giustizia e Prosperità.

Altre chiese della stessa confessione sono state prese di mira. A Parung Panjang, Bogor, la chiesa è stata distrutta dalle autorità locali il 21 luglio 2009. La Chiesa locale ha portato il caso di fronte alla Commissione Nazionale per i Diritti Umani il giorno dopo; a Jakabaring, Palembang, nel sud di Sumatra, le autorità locali hanno costretto alla chiusura il 6 giugno 2009.

A Jalan Bogor, a Jakarta, c’è stato un attentato con una bomba il 4 ottobre 2009; a Simpang Murai, Dumai, nell’isola di Sumatra, una chiesa è stata distrutta dalle autorità locali il 18 marzo 2009; a Tambun, Bekasi, un’altra è stata attaccata da una folla di radicali musulmani il giorno di Natale. Le autorità locali hanno chiuso la chiesa, e i servizi domenicali sono stati celebrati in strada.

A Karawang la chiesa è stata chiusa dalla polizia il 24 gennaio 2010 per le proteste di una folla di musulmani radicali, ma con l’aiuto del sindaco il tempio è stato riaperto il 3 marzo; a Bekasi, una chiesa è stata minacciata dalle autorità locali locali fino alla chiusura, il 5 gennaio 2010; a Sibuhun, Tapanuli Selatan, Sumatra del nord, un’altra chiesa è stata incendiata da fanatici musulmani il 22 gennaio scorso, dopo la preghiera del venerdì in una moschea vicina. Gli estremisti hanno anche incendiato la casa del pastore.

La chiesa della Chiesa Cristiana di Giava, a Solo, ha visto interrotte le sue attività sociali da una folla di estremisti musulmani durante il digiuno del Ramadan nel settembre 2009. La chiesa serviva pasti economici ai musulmani poveri durante il digiuno.

Sempre a proposito della stessa confessione, la chiesa a Sukorejo, Kendal, è stata incendiata la notte prima di Pasqua, il 4 aprile scorso, ma il pastore ha detto a Theophilus Bela che i vicini “hanno aiutato a spegnere il fuoco e solo la facciata della chiesa ha subito dei danni”, per cui viene utilizzata ancora; a Ciranjang, Cianjur, la chiesa ha difficoltà a ottenere la licenza.

La chiesa della Chisa Cristiana del sud di Sumatra, a Lampung, è stata presa a sassate il 5 giugno 2009.

La chiesa della Chiesa Bethel Indonesiana a Bekasi Utara è stata attaccata con una bomba il 3 ottobre 2009. Un’altra chiesa di questa confessione è stata attaccata a Duren Sawit, Jakarta: duecento estremisti musulmani si sono scagliati contro il tempio il 14 febbraio scorso.

La chiesa della Chiesa Cristiana Battista di Jakarta a Tangerang, Banten, ha difficoltà da anni a causa delle autorità locali e delle folle radicali vicine. Solo il giorno di Natale del 2009 ha ottenuto un permesso speciale della polizia per celebrare nella chiesa. Ora non può celebrare i servizi domenicali nell’edificio.

Una chiesa pentecostale a Temanggung, Java centrale, è stata incendiata da una folla estremista domenica 6 dicembre 2009.

La chiesa della City Blessing Church, a Karawaci, Tangerang, Banten, Giava occidentale, ha ricevuto minacce dalla folla il 10 febbraio 2010.

La chiesa della Chiesa Pentecostale dell’Indonesia, a Sibuhun, Tapanuli Selatan, Sumatra del nord, è stata incendiata da fanatici musulmani lo stesso giorno della precedente.

La chiesa della Missione Evangelica a Jakarta ha avuto difficoltà con il permesso per una manifestazione del gruppo radicale musulmano “Fronte dei Difensori Musulmani”, nel novembre 2009.

La chiesa “Galilea”, della Chiesa Protestante dell’Indonesia Occidentale, a Taman Galaxi, Bekasi, è stata attaccata da organizzazioni radicali musulmane il 15 febbraio 2010.

La folla ha chiuso la chiesa ed ha collocato le proprie bandiere in cima all’edificio. I lavori del tempio non sono ancora terminati.

Un tempio della Chiesa Cristiana dell’Indonesia, a Taman Yasmin, Bogor, è stato attaccato da gruppi radicali musulmani il 18 marzo 2010 e poi chiusa dalle autorità. Ora le funzioni religiose vengono celebrate in strada.

Wisma BPK Penabu, il centro educativo dell’organizzazione educativa cristiana Penabur, a Cibereum, Cisarua, Bogor, è stato dato alle fiamme dagli estremisti musulmani il 27 aprile 2010. Sono state incendiate anche due automobili e sette case dei lavoratori.

Theophilus Bela conclude chiedendo preghiere per i cristiani dell’Indonesia e affermando: “Devo ammettere che la lista non è completa perché ho ricevuto informazioni da Bandung, Giava occidentale, per cui c’erano altre chiese che avevano problemi nella zona”.

“Di recente – ha aggiunto – ci sono state anche notizie allarmanti da parte del Consiglio Nazionale delle Chiese, per il quale ci sarebbero circa dieci chiese cristiane a Mojokerto, Giava centrale, che hanno avuto problemi con le autorità locali”.