Nel paese ex jugoslavo i cattolici costituiscono il 90 per cento della popolazione. Per il referendum sono state raccolte in due settimane 700 mila firme 

Il primo dicembre in Croazia si terrà un referendum per la messa al bando dei matrimoni gay, attraverso una modifica della Costituzione: lo ha stabilito il Parlamento di Zagabria con 104 voti a favore e 13 soli contrari. Attualmente il Paese ex jugoslavo in cui i cattolici sono il 90% non permette le nozze tra omosessuali, ma il governo di centrosinistra aveva annunciato di voler permettere alle coppie gay e lesbiche di registrarsi come «partner a vita».

UOMO E DONNA. La consultazione è stata convocata dopo che l’organizzazione “Nel nome della famiglia” aveva raccolto in due settimane 700.000 firme. Il quesito propone una definizione del matrimonio, attualmente del tutto assente nella Costituzione, come «un’unione tra un uomo e una donna». Gli attivisti dei diritti per i gay hanno contestato il referendum mettendo in dubbio la sua costituzionalità, visto che si tratterebbe di legiferare sui diritti di una minoranza.

GAY PRIDE. Nel 2003 in Croazia sono stati estesi alle coppie gay e lesbiche che abbiano vissuto insieme per almeno tre anni gli stessi diritti riconosciuti alle coppie di fatto eterosessuali. L’omosessualità resta comunque un tema delicato e gli annuali Gay pride che si susseguono dal 2002 sono spesso accompagnati da polemiche.