La chiesa del co-Patrono di Verona, San Pietro Martire, in contrada Santo Stefano, in pieno centro storico, sarà la prima chiesa cattolica in cui verranno celebrate e benedette le unioni sodomite. Questo, grazie allo spirito ecumenico della diocesi veronese, che ha assegnato quella chiesa alla confessione evangelico-luterana, il cui sinodo ha stabilito appunto di “benedire le unioni gay”. Il sinodo luterano si è riunito proprio a Verona, dal 30 aprile al 2 maggio scorso, in un istituto (il centro Mons. Carraro) strettamente legato alla Curia vescovile, tanto che il suo C.d.A è nominato direttamente dal vescovo. Il sinodo pro gay è stato inoltre pubblicizzato sul sito ufficiale della diocesi di Verona. La mozione che parifica le unioni omosex alla famiglia tradizionale, annunciata da tempo dai giornali, è stata approvata dai padri sinodali luterani a larghissima maggioranza, inclusa l’accoglienza liturgica attraverso benedizioni. Un anno fa i …

… luterani svedesi hanno consacrato anche un’episcopessa lesbica: proprio lei potrebbe essere chiamata a officiare il primo matrimonio o paramatrimonio omosessuale nella chiesa del Santo veronese.

San Pietro (da non confondere con San Pietro Apostolo che fu il primo Papa) fu un frate domenicano inquisitore del ‘200, nato a Verona e martirizzato a Milano dagli eretici catari, in odio alla Fede.

Contro la concessione della chiesa, già casa natale del Santo, agli eretici luterani, per di più fautori delle coppie omosessuali, si sono schierati fin dall’inizio i cattolici tradizionalisti, che hanno costituito un apposito comitato (cfr. www.traditio.it/SANPIETRO/APP.html) e chiesto al vescovo Giuseppe Zenti l’immediata revoca della concessione della chiesa ai protestanti luterani. Hanno preso inoltre a seguire il vescovo ovunque si rechi, anche nei più piccoli centri della diocesi, per cresime, conferenze, incontri con i fedeli ecc. per manifestare e volantinare contro la concessione. I tradizionalisti hanno informato della questione anche i dicasteri della Curia Romana: che però sonnecchia, così pregiudicando ulteriormente l’immagine della Chiesa e del Papato, già offuscata, in questo momento di terribile crisi, dai noti scandali dei preti pedofili. Ai quali si aggiunge ora anche la sodomia.

E dire che Benedetto XVI, allora Cardinale, aveva ingiunto ai vescovi cattolici (1° ottobre 1986): “Dovrà essere ritirato ogni appoggio a qualunque organizzazione [omosessualista] che cerchi di sovvertire l’insegnamento della Chiesa, che sia ambigua nei confronti di esso, o che lo trascuri completamente. Un tale appoggio, o anche l’apparenza di esso, può dare origine a gravi fraintendimenti”.

Era il gennaio 2007, quando l’allora vescovo di Verona, Flavio Roberto Carraro, stipulò una convenzione con la comunità evangelico-luterana, per assegnarle la chiesa che presto sarà teatro delle unioni omosex.

L’attuale vescovo Giuseppe Zenti e il Vicario Generale Giuseppe Pellegrini assicurano che sgombereranno la chiesa di San Pietro Martire dai luterani, ma i buoni propositi non si sono mai tradotti in fatti concreti. La Curia pensa anzi di ricoverare questi protestanti in un’altra chiesa cattolica: dove il problema della benedizione delle unioni gay si riproporrebbe egualmente. Ovunque nel mondo il luogo natale di un Santo, una chiesa, sono oggetto di particolare venerazione; qui a Verona, invece, grazie a questo clero …

Matteo Castagna
Maurizio-G. Ruggiero

da Pontifex.roma.it