Pacs, Dico o qualunque altra formula con la quale si vogliano chiamare le unioni di fatto, non è obbligatorio che ricevano un riconoscimento legale se sono composte da partner dello stesso sesso. L’assemblea del Consiglio d’Europa si è pronunciata con chiarezza su un tema che finora, in ambito europeo, aveva visto prevalere orientamenti politici favorevoli. Il vento a Strasburgo dunque sembra essere cambiato. E con il voto anche di parlamentari italiani, tutti del Pdl (non era presente nessuno della Lega): Luca Volontè, Deborah Bergamini, Renato Farina, Oreste Tofani, Gennaro Malgieri, Giacomo Santini e Pasquale Nessa. La risoluzione contro le discriminazioni di genere votata ieri dall’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa ha stabilito che il riconoscimento legale delle coppie dello stesso sesso non è un obbligo per tutti gli Stati. Lo è solo per quelli in cui già esiste una legislazione in tal senso. È stato così accolto l’emendamento proposto da Luca Volontè, presidente del Partito popolare europeo presso l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa. Il testo originale della risoluzione, infatti, prevedeva l’obbligo per tutti gli Stati di dare riconoscimento legale alle coppie omosessuali. Nella risoluzione approvata oggi si sottolinea comunque come «la negazione dei diritti alle famiglie de facto formate da lesbiche, gay, bisex e transessuali in molti Stati membri del Consiglio d’Europa deve essere presa in esame», sia sotto il profilo del riconoscimento legale sia sotto quello della protezione di queste famiglie. Nella risoluzione finale è scomparso anche ogni riferimento alla possibilità per le coppie omosessuali di adottare bambini.

© Il Giornale – 30 aprile 2010