In Germania 160 parroci dell’arcidiocesi di Friburgo dichiarano sul web di somministrare l’Eucarestia a chi è sposato in seconde nozze

Il tempo dell’attesa è finito, è giunto il momento di passare all’azione: devono aver pensato così più di 150 preti e diaconi dell’arcidiocesi di Friburgo, in Germania (161 al momento di scrivere quest’articolo) che hanno dichiarato su internet di dare regolarmente la comunione anche le coppie di divorziati risposati.

I sacerdoti – circa un settimo del clero di Friburgo, guidato dall’arcivescovo Robert Zollitsch che è anche presidente della Conferenza episcopale tedesca – nel loro manifesto si dicono “pienamente consapevoli” di violare la posizione della Chiesa cattolica: “Con la nostra firma, diamo espressione che, nella nostra attività pastorale nei confronti dei divorziati risposati, ci lasciamo guidare dalla misericordia”, scrivono, citando il principio salus animarum suprema lex (la salvezza delle anime è la legge suprema).

Nell’andare contro ai dettami della Chiesa, scrivono, “teniamo conto della decisione in coscienza delle persone coinvolte e della situazione di vita reale che ne consegue”. “Nelle nostre comunità, i divorziati risposati fanno la comunione e ricevono i sacramenti della riconciliazione e dell’unzione degli infermi, con la nostra approvazione”, dichiarano i parroci, aggiungendo che chi ha contratto seconde nozze fa anche parte dei consigli parrocchiali ed è attivo nella catechesi e nelle altre attività comunitarie.

Quello dei divorziati è un tema scottante, soprattutto nei Paesi di lingua tedesca, ma certo non solo lì. In occasione del suoviaggio in Germania dello scorso settembre, la questione era stata sollevata di fronte a papa Benedetto XVI direttamente dall’allora presidente federale Christian Wulfflui stesso divorziato. E la situazione dei divorziati risposati e uno dei cinque punti critici evidenziati nella recente “notificazione” della Congregazione per la Dottrina della Fede sul libro di una teologa statunitense.

Papa Benedetto XVI, durante l’Incontro mondiale delle famiglie a Milano, ha ammesso che la situazione dei divorziati risposati è “una delle grandi sofferenze della Chiesa di oggi”: “Non abbiamo semplici ricette – ha detto –. La sofferenza è grande e possiamo solo aiutare le parrocchie, i singoli ad aiutare queste persone a sopportare la sofferenza di questo divorzio”.

Nel loro manifesto, i preti di Friburgo fanno esplicito riferimento al Memorandum “Per una svolta necessaria” lanciato da centinaia di professori di teologia tedeschi nel marzo 2011 e al libro del teologo Eberhard Schockenhoff “Opportunità di riconciliazione?” che aveva affrontato la questione. Oltre 300 membri del clero friburghese avevano firmato una mozione di sostegno al Memorandum.

In una notal’arcidiocesi di Friburgo ha definito quella dei sacerdoti una iniziativa “moltiplicata dai media” che non è “né utile né costruttiva”. E se è possibile per un prete fare “in coscienza” una scelta “responsabile e fondata” in alcuni casi concreti, non è in alcun modo possibile permettere una prassi “generale e indifferenziata” che vada contro la dottrina della Chiesa universale.

Alessandro Speciale

da Vatican Insider