Non c’è pace per la comunità cristiana colpita ancora una volta nel giorno della festa

da Vatican Insider 

Nuova ondata di attentati contro i cristiani nel nord della Nigeria. Un gruppo di uomini armati ha aperto il fuoco in una chiesa nel nord-est del Paese, seminando il panico tra i fedeli e ferendo o uccidendo molti di loro: lo hanno riferito testimoni. Intanto un kamikaze si è poi fatto saltare dinanzi una chiesa a Jos. Secono la CNN ci sarebbero anche dei bambini tra le vittime.

«Tre uomini armati sono entra nel recinto della Chiesa e hanno cominciato a sparare alle persone all’esterno prima di entrare nell’edificio principale e continuare a sparare. Sono rimaste uccise e ferite molte persone», ha riferito un testimone, Hamidu Wakawa, che era nella chiesa a Biu Town, nello Stato di Borno. La polizia ha detto di non aver alcuna informazione sull’incursione.

Ieri la notizia del rapimento del centrocampista del Lecce, il 28enne calciatore Christian Obodo per la quale la polizia nigeriana ha promesso una pronta liberazione oggi l’ennesimo attacco alla comunità cristiana. Non c’è pace per la Nigeria che continua ad essere sotto assedio dei gruppi terroristici.

Solo domenica scorsa si era consumata un’altra giornata di sangue nel paese. Un’autobomba, guidata da un attentatore suicida, aveva causato la morte di almeno 15 persone – tra cui lo stesso attentatore – e il ferimento di altre 40 nei pressi di una chiesa nella cittadina di Bauchi, nel nord-est del Paese. Lo riferiscono fonti vicine alle autorità locali, precisando che la zona, conosciuta come Yenwan Tudu, è a maggioranza cristiana.

Il kamikaze, che era a bordo di un’auto carica di esplosivo, non era riuscito nell’intento di sfondare il cordone di sicurezza, rafforzata dopo gli ultimi attacchi che si sono verificati nella zona, e colpire la chiesa, ma si è schiantato contro un cancello posto a difesa dell’edificio, facendo così esplodere il veicolo.

L’attacco pur non essendo rivendicato aveva una matrice riconducibile ai gruppi paramilitari estremisti. La regione, a maggioranza musulmana come tutto il nord della Nigeria, è in mano al gruppo islamista Boko Haram, responsabile di numerosi attentati che hanno provocato la morte di oltre un migliaio di persone dal luglio 2009, e in passato ha preso di mira i cristiani e le chiese del nord, in particolare nei giorni di celebrazioni religiose. Boko Haram aveva anche organizzato la fuga di prigionieri a Bauchi nel settembre del 2010, un’operazione che ha consentito la fuga di centinaia di guerriglieri.

Dopo l’elezione del presidente Goodluck Jonathan, un anno fa, il gruppo islamista ha intensificato gli attacchi mortali, ampliando il suo orizzonte di operazioni e diversificando i suoi obiettivi. Dopo aver moltiplicato gli omicidi di poliziotti e funzionari locali nella sua roccaforte del nord-est, il gruppo ha realizzato durante lo scorso anno una serie di attentati suicidi nella capitale Abuja, sede delle Nazioni Unite e quartier generale della polizia.