Un attentato contro una chiesa alla periferia di Kathmandu ha causato oggi due morti e numerosi feriti, proprio nel giorno in cui in Parlamento è fissata la votazione per la nomina del nuovo premier per mettere fine ad una crisi in corso da varie settimane.

Lo scoppio, riferiscono i media nepalesi, è stato alle 9,15 (le 5,15 italiane) davanti alla chiesa dell’Assunzione nel quartiere di Dhobighat di Lalitpur, località alla periferia della capitale, uccidendo una adolescente ed una casalinga, e provocando almeno altri 14 feriti.

Secondo il sito on line Nepalnews la deflagrazione è avvenuta proprio mentre nella chiesa stava per cominciare un rito religioso alla presenza di circa 150 persone. La polizia ha reso noto che sul luogo dell’attentato sono  stati trovati volantini di un gruppo denominato Esercito di difesa del Nepal (Nda) che lo scorso anno aveva rivendicato l’uccisione di un sacerdote cattolico, padre Joshn Prakash.

Lo scoppio ha messo in agitazione il mondo politico, a poche ore dalla votazione nel pomeriggio a Kathmandu per la nomina del nuovo primo ministro nepalese nella persona di Madhav Kumar Nepal, veterano esponente del Partito comunista nepalese marxista leninista unificato (Cpn-Uml).

Nel suo ultimo discorso in Parlamento il premier uscente, Pushpa Kamal Dahal, noto come Pachandra, ha ricordato che la crisi è nata dal rifiuto di dimettersi del comandante dell’esercito, Rookmangud Katawal, e dall’azione, definita “anticostituzionale” del presidente Ram Baran Yadav.
Alludendo al gruppo di 22 partiti che sostengono la candidatura di Nepal, Pachandra ha assicurato che “sarà un governo fantoccio”.

Intanto oggi il Partito comunista del Nepal (Cpn, maoista), del premier uscente ha annunciato che boicotterà la votazione odierna in Parlamento.

da Avvenire