Polemiche per la decisione del Tribunale dei minori di Trento. La donna aveva espresso la volontà di tenere la figlia

TRENTO (9 settembre) – Subito dopo il parto la bambina  le era stata sottratta su disposizione del Tribunale dei minori di Trento, nonostante lei avesse manifestato la volontà di tenerla, dopo che le era stato proposto l’aborto, anche a fronte di uno stipendio di 500 euro al mese. Ora lo stesso Tribunale dei minori ha dichiarato la bambina immediatamente adottabile: potrà cioè essere avviato subito un affidamento preadottivo, senza attendere il mese utile per l’impugnazione della sentenza.

Il caso era stato sollevato fa dallo psicologo Giuseppe Raspadori, consulente di parte, che aveva parlato di «atto contro natura» da parte dei giudici che «avevano messo in dubbio la capacità genitoriale contrapponendo l’interesse della madre a quello del minore». Sconcerto viene espresso dall’avvocato della donna, Maristella Paiar, la quale ritiene che i giudici «abbiano avvalorato le inesatte informazioni del Servizio sociale che imputano alla mamma immaturità, povertà materiale ed emotiva e l’avvio della gravidanza come elemento di fragilità, colpa e incoscienza. La sentenza fraintende la consulenza che aveva invece evidenziato come la mamma non ha estremi di irrecuperabilità tali da negarle di essere una mamma sufficientemente capace, e grazie alla adesione ai programmi di sostegno dei servizi sembrano dimostrare una evoluzione positiva che indica la possibilità di intraprendere una relazione assistita con la figlià».

I giudici non hanno inoltre accettato di concedere un anno di prova alla giovane madre chiesto dai consulenti. «Ora la donna sta vivendo questa decisisone dei giudici come profondamente ingiusta – aggiunge l’avvocato Paiar – È molto delusa e triste perchè non vede la sua bimba dal giorno in cui è nata e non ha potuto neppure avere notizie dirette dagli operatori che la curano per divieto imposto dal Servizio sociale. È però decisa a proseguire nei suoi sforzi per riavere la sua bambina che non vuole in nessun caso abbandonare». La difesa sta già predisponendo l’atto di appello.

Sconcerto viene espresso dal presidente nazionale dell’Associazione avvocati matrimonialisti italiani, Gian Ettore Gassani, che parla di «provvedimento grave che reciderà per sempre i rapporti tra madre e figlia. La legge sancisce che lo stato di adottabilità di un minore debba essere considerato come l’ultima spiaggia di un lunghissimo e serissimo percorso, organizzato dal Tribunale al fine di recuperare ogni problematico rapporto tra i genitori ed i figli. Si ripropone con forza la necessità di rivedere gli orientamenti della giustizia minorile e le relative prassi».

da Il Messaggero.it