Il sito della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti dà notizia dell’approvazione della Benedizione dei bambini ancora nel grembo materno

MARIA TERESA PONTARA PEDERIVA
da Vatican Insider

In Vaticano la Sacra Congregazione per il Culto divino e la disciplina dei Sacramenti ha approvato il testo in questi giorni. Il Rito verrà stampato, in lingua inglese e spagnola, in un libretto che dovrebbe giungere nelle parrocchie in occasione della prossima Festa della Mamma.

“Sono impressionato dalla bellezza di questa benedizione dedicata ad una nuova vita umana nel grembo materno – dichiara il card. Daniel Di Nardo di Galveston-Houston, presidente della Commissione episcopale per la Vita – non avrei potuto immaginare un giorno migliore per annunciare questa notizia che la ricorrenza della festa dell’Annunciazione (26 marzo), quando facciamo memoria del “sì” di Maria a Dio e dell’incarnazione di quel Bambino nel suo grembo che ha salvato il mondo”.

Questa nuova “benedizione” – sconosciuta al mondo di lingua inglese e tenacemente richiesta dall’allora vescovo di Knoxville (Tennessee), Joseph Kurtz fin dal 2008 – sarebbe indirizzata a “sostenere i genitori in attesa di un figlio, favorire la preghiera delle comunità ecclesiali, nel riconoscimento del prezioso dono della maternità, e promuovere il rispetto della vita umana nella società più vasta”.

“Abbiamo voluto fare questo annuncio nel più breve tempo possibile, in modo che le parrocchie potrebbero cominciare a progettare come questa Benedizione possa entrare a far parte del tessuto della vita parrocchiale”, scrive l’arcivescovo di New Orleans, Gregory Aymond, presidente della commissione USCCB per il Culto Divino.

Il “Benedizionale” attualmente in uso in Italia – promulgato dalla CEI nel 1992 – prevede nelle sue 494 pagine una nutrita serie di benedizioni, a persone o cose. Al cap. XV, dal titolo “Benedizione dei bambini”, si rivolgeprevalentemente ai bambini “già battezzati” e in parte anche a quelli “non ancora battezzati”. Il capitolo successivo riguarda la benedizione dei figli, poi i fidanzati e quindi la “benedizione di una madre”, prima e dopo il parto.

Una scelta diversa dal punto di vista della collocazione, ma identica nella sostanza, in termini di una più che opportuna attenzione alle donne in attesa da parte delle comunità cristiane. E una più che doverosa attenzione a quell’immagine della Madonna in attesa, simbolo di ogni madre in gravidanza, che per secoli ha fatto parte della nostra cultura cristiana – e di cui esistono tante testimonianze nell’arte figurativa italiana – ma che è andata via via dissolta nell’oblìo.

Inevitabile, però, un interrogativo su come sarà possibile oltreoceano evitare il rischio di strumentalizzazioni in questo momento di inedito scontro chiesa-stato.